Limone, musica all’agrodolce: Angel Olsen-My woman

Genere : Indie-folk

Difficoltá di ascolto*: medio-facile

Ambiente**: Disperatamente rinvigorente – catartico

Che sia in treno, in ufficio o sul divano riesco sempre ad ascoltare Angel Olsen. Mi chiedo cosa mi affascini dei suoi lavori. Ritmi e melodie regolari a tratti frizzanti, chitarre distorte per dare il giusto tocco grunge e un po’ di sale ed infine dei toni e una voce delicata, seducente, a tratti lamentosa, quasi struggente che aggiunge quel tocco acidulo che tanto amo. Il risultato mi ricorda il gusto del seltz limone e sale che puoi bere in un chioschetto nelle piazze di Catania. Questa é la bevanda più semplice del mondo, acqua gassata, sale e limone, nelle giuste proporzioni. Se l’assaggi per caso, magari da un amico/a/3, spesso al primo sorso disgusta. Ma nei giorni successivi, tra l’arsura del clima e il nero fosco delle pietre della cittá, quella bevanda ti richiama, una, due e più volte. Ad ogni sorso ti piace sempre di piú e scopri che disseta, rinfresca e alla fine non ne puoi più fare a meno. Così é quest’album di Angel Olsen, “My woman”, forse poco piacevole al principio, ma dissetante e rinfrescante alla fine. Mi da pace.

Nonostante alcuni caratteri commerciali della sua musica, mi pare che Angel Olsen non abbia rinunciato alla sua indipendenza artistica e che sia alla ricerca di un modo tutto suo di comunicare il suo mondo. Mi da la sensazione che utilizzi la musica nel modo più bello e spontaneo, quello di comunicare le proprie emozioni, buttar via i propri mali e scoprire al vento i graffi della vita. I pezzi hanno molte ripetizioni, loops spesso anche di soli due accordi, quasi a comunicare la ferma intenzione di liberarsi dalle sue ossessioni.

Se nel complesso consiglierei di assaporare i suoni di Angel Olsen (non spilluzzicate eccessivamente, il limone é in quantità moderate), le sue semplici melodie danno molto spazio ai testi a cui dovrebbe esser data l’attenzione necessaria. Testi e musica si abbracciano uno a sostegno dell’altra e viceversa. In “my Woman” Angel ha qualcosa da dire, vuole esprimersi, comunicare, e si sente dal risultato complessivo dell’album. Cerca di descrivere la complessità dell’amore nella mente di una donna, dalla ricerca, al lasciarsi trasportare, il lottare per mantenerlo, fino a riuscire a lasciarlo andar via quando é finito. Il tutto viene comunicato in maniera semplice ed elegante ma assolutamente non scontata.

L’album può essere diviso in due parti: la prima parte, i primi cinque pezzi, caratterizzata da dei ritmi più incalzanti, coinvolgenti, in cui i testi riguardano la prima fase di una relazione, quella dell’esplorazione e dell’infatuazione. Poi c’è la fase più cupa e grigia, quella della presa di coscienza della rottura e quella in cui si cerca di lasciar andar via quell’amore, perché è giusto cosí, perché così è meglio.

Giusto per la cronaca, Angel Olsen nasce nel 1987 a St. Louise, Missouri e all’età di tre anni viene adottata da una coppia di anziani. Al principio si avvicina al punk-rock e al noise. Queste influenze sono più presenti nel suo primo album “Half way Home”. Ma ad oggi si definisce una cantante indie-folk cosa che si evince col suo “Burn your Fire for No Witness”  ma soprattutto “My Woman” registrati e prodotti da Jagjaguwar (se vi interessa lo stile, consultate l’etichetta che ha molti altri artisti interessanti tipo Midnight Sister o Bon Iver). Se vi chiedete cosa si intende per indie-folk devo dire che non ne ho proprio idea, ma se dovessi immaginarmi una cantante indie-folk lei potrebbe rientrare alla grande nella categoria. Ma le classificazioni lasciano sempre il tempo che trovano. La sua voce e la sua musica mi avvolgono, accompagnandomi e consegnandomi ai pensieri. Non posso chiedere di meglio alla musica.

Vi lascio qui il suo canale youtube se voleste ascoltare:

 

Andrea Arangio

* Difficoltá di ascolto: parametro tanto soggettivo che indica quanto digeribile sia l’album al primo ascolto e quindi quante volte dovreste ascoltarlo prima di apprezzarlo in pieno

 

** Ambiente: umore suggerito per ascoltare l’album

 

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