Limone, musica all’agrodolce: Ibeyi

Genere : dal Soul al trip hop

Difficoltà di ascolto*: facile

Ambiente**: meditativo

Non so se mi sono venuti i brividi per il timbro delle loro voci, la coralità del loro stile o i loro testi…probabilmente tutto. È come in una caponata, se assaggiate singolarmente i pezzi, non sai mai se sono più buone le olive, le melanzane (fritte) o le mandorle. O sará semplicemente l’agrodolce che avvolge il tutto, il dettaglio dei dettagli?

Nella cultura Yoruba (tipica dell’ovest Nigeria e del Benin), la parola Ibeyi vuol dire “gemelle”. Naomi and Lisa-Kaindé Díaz sono, però, nate e cresciute a Parigi da madre cantante e padre percussionista. Hanno vissuto i primi anni della loro vita a Cuba dove sono entrate in contatto con la lingua e la cultura Yoruba, importata a Cuba dagli schiavi africani e mischiata alle credenze e culture locali e importate. A Cuba, i canti Yoruba hanno per lo più una funzione religiosa e la madre delle gemelle usava cantarli spesso.

Come mi capita di frequente, la prima volta che ho ascoltato il loro ultimo disco, “Ash”, non sono rimasto molto colpito, ma mi ha incuriosito abbastanza da provare di nuovo ad ascoltarlo. Ora, già dal pezzo d’entrata, “I carried this for years”, mi fanno venire i brividi. I cori perfetti, che ho poi scoperto richiamare quei canti Yoruba, di cui sopra, danno un tocco di spirituale particolare a dei testi non prolissi ma impegnati; tutto l’album affronta tematiche come il razzismo, il femminismo e la violenza sulle donne (“No man is big enough for my arms”). Il tutto è naturalmente e sapientemente miscelato a del R&B ed elettronica. Sempre nel disco “Ash”, sono state presentate varie collaborazioni, tra le quali quella con Kamasi Washington, che un giorno vi presenterò.

Amo ascoltare questo disco quando mi trovo un po’ pensieroso e grigio (chiaro). Tra le altre cose, mi fa tanto riflettere sul valore culturale e sociale dell’immigrazione e dei gioielli che l’integrazione riesce a generare e la fortuna che stiamo perdendo con le attuali scelte politiche. Nella musica, le tradizioni si sciolgono e si confondono, le distinzioni musicali sono fuffa, non esiste una musica integralista, come non esiste una razza umana (tanto per confermare ciò che è spiegato da Michele Stella nel suo articolo “Razza di idiota”)

PS: per I Losannesi, ci sará un concerto di Ibeyi al “Le docks” il 29 Novembre.

Andrea Arangio

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