L’incredibile viaggio delle piante di Stefano Mancuso

di Amalia Ruffolo

L’incredibile viaggio delle piante
Stefano Mancuso, Editori Laterza, 2018  

Sono molti gli spunti da cui si potrebbe partire per raccontare di questo libro. Sono tante anche le immagini che, a mio parere, possono improvvisamente materializzarsi davanti agli occhi del lettore che sfoglia queste pagine nutrendosi delle parole dell’autore e degli acquerelli dell’illustratrice.

Se questo è uno spazio in cui ci si abbandona a un recensire non necessariamente canonico allora mi permetto di proporre L’incredibile viaggio delle piante a partire da lontano e con pensieri un po’ altri, forse fuori luogo ma che hanno accompagnato la mia lettura.

Ho davanti a me l’immagine di un uomo in vacanza in Sicilia con la famiglia. Un giorno si decide che basta mare, basta tuffi, basta infinite nuotate in acque spensierate. Si opta per quella che verrebbe definita “un po’ di cultura”. Diciamo che la moglie, pessima nuotatrice, opta per “un po’ di cultura”, i figli e il marito, ottimi nuotatori, acconsentono silenziosamente: Agrigento, Valle dei Templi. Bene, l’unico evento degno di nota della giornata è che l’uomo non si annoia ma non riesce ad apprezzare assolutamente nulla se non gli ulivi che vivono in quella valle. Tutto quello che comunemente viene detto anche nei più beceri commenti pseudo acculturati su quel luogo – la storia, l’arte, l’imponenza di quei monumenti e più ogni altra cosa l’impossibilità di non apprezzare tutto questo – tutto cade davanti ai giochi e ai movimenti creati dai corpi di quegli alberi.

Stefano Mancuso, con questo suo libro giustifica e anzi rende quasi onore a questa reazione. Il suo testo, con l’incanto di chi sta raccontando a un bambino, narra di piante che diventano un bizzarro incrocio tra mostri mitologici e stoici militanti, racconta di Pionieri, Reduci e Combattenti, di Fuggitive e Conquistatrici, di Capitani Coraggiosi, di Viaggiatori del tempo, Alberi Solitari e di Anacronistici come un’enciclopedia e sì, qualche breve incursione animale a parte, sono proprio tutte delle piante.

Nessun elogio poetico al magico mondo della natura ma un saggio che con un insolitamente leggero ma puntuale rigore scientifico spiega di incredibili meccanismi di riproduzione, di resistenze alla bomba atomica, misteriosi insediamenti e terribili tentativi di distruzione. È appassionante, è uno di quei libri che ti fa venir voglia di avere intere scolaresche da istruire a tua immagine e somiglianza solo per il gusto di annunciare: “Oggi leggiamo L’incredibile viaggio delle piante di Stefano Mancuso”. Annuncio al quale – scontato dirlo – seguirebbe un surreale urlo di gioia.

La storia di queste piante, poi, riesce a lasciare una traccia di maestosità e di malinconia. E dopo un mese di grandi lotte ambientali come quello che abbiamo appena trascorso, leggendo di queste storie quella già così forte sensazione di disequilibrio nel grande sistema uomo/natura diventa talmente palese da sfiorare l’assurdo.

Meno bizzarra invece, non me ne vogliano i Templi della Valle, la reazione di quell’uomo in vacanza.  


Questo articolo ha un commento

  1. Un libro davvero bellissimo. Ho appena finito di leggerlo e mi ha veramente conquistato, con il suo stile insieme avvincente e rigorosamente scientifico. E poi è pieno di aneddoti e storie interessanti. Una chicca

Rispondi a luigicalisi Annulla risposta

Chiudi il menu
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: