Litfiba-Spirito

di Giuseppe Puglisi

Sapevo che a breve sarebbe arrivata la scadenza da rispettare per scrivere l’articolo di questo mese. Ormai è diventato un appuntamento fisso, un momento da dedicare sia a me stesso per ascoltare e approfondire temi musicali, ma anche a tutti voi che leggete per far conoscere o far rinascere la curiosità di ascoltare un album o una band. Questa volta non avevo molte idee, poi all’improvviso giovedì sera guardando la nuova stagione di Ossigeno, programma televisivo di Manuel Agnelli (cantante degli Afterhours), vedo tra gli ospiti Piero Pelù. Tutto scaturisce da lì, decido di parlarvi di lui o meglio, dei Litfiba e dell’album “Spirito”.


Il mio legame con i Litfiba risale a più di dieci anni fa, quando ancora mi dilettavo a suonare la batteria. Improvvisammo una band con Domenico alla voce e al basso, Marco e Davide alle chitarre e io alla batteria. Momenti di puro divertimento con un Domenico che riusciva egregiamente a riprodurre il timbro particolare della voce di Piero Pelù, e il suo modo di suonare spensierato e aggressivo; talmente era preso dalla musica e dalla foga, che a volte temevamo cadesse giù dal microscopico soppalco del garage in cui si svolgevano le prove, fortunatamente non è mai successo.

Piero Pelù è un personaggio molto particolare, non tutti lo apprezzano, ma secondo me insieme ai Litfiba ha scritto un pezzo della musica rock italiana ed è fondamentale dargli almeno una possibilità e provare ad ascoltare la loro musica. Questo disco è caratterizzato da un rock che si potrebbe definire d’atmosfera; senza rinunciare alla denuncia e alla critica sociale, riesce infatti a trattare temi come il rifiuto della violenza e l’antimilitarismo pur apparendo maggiormente votato alla spensieratezza.

Dando maggiore importanza alla sezione ritmica con il basso di Daniele Bagni e la chitarra di Ghigo Renzulli, che appare a tratti ipnotica, i Litfiba riescono a trasportare l’ascoltatore in un viaggio sopra le nuvole per poter vedere il mondo da un punto di vista del tutto differente, in maniera quasi distaccata. E il modo migliore di ascoltare i Litfiba è proprio questo: divertendosi mentre si ascolta la loro musica potente e graffiante.

Buon ascolto!

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Buona critica, penso anche io che sia da inserire a pieno titolo nella storia del rock italiano, ma andrebbe appunto collocato in una categoria specifica, perchè nessuno è stato simile a loro. Non è il solito rock.

  2. Grazie mille! Si in effetti definirli solo rock è limitante per la loro musica, purtroppo non ho avuto l’occasione di vederli dal vivo, sicuramente un gran bel concerto!
    Giuseppe Puglisi

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