L’ultima illusione. Confessioni di un uomo morto.

Certe volte bisogna fare finta di non capire per poter riprendere fiato. Ignorare quelle voci che da dentro ti sfidano a renderti complice, nel bene o nel male, della tua esistenza.

Fingere di non ascoltare gli striduli acuti di anime innocenti o far finta di essere felici.

Capita spesso di desiderare di possedere l’innata capacità di saper ignorare le crudeltà del mondo che ci circondano; per poter assaporare quel breve attimo intenso destinato a perdersi nella frenesia della quotidianità.

La felicità è un’illusione di cui abbiamo bisogno.

Uccidi il silenzio, o piccolo uomo.
Fuggi da questo tempo, ancora tu puoi.
Noi siamo incatenati qui,
In un regno di ipocrisie e false parole.
Sperando in una salvezza che per noi non è mai stata scritta.

Stai attento, o ragazzino, la vita è dura.
Per te, un attimo, separa la vita dalla morte.
Assapora ogni istante, ogni cosa che ti viene offerta.
Ogni cosa che desideri ma non hai.
Potrebbe essere l’ultima volta che resti tra noi.

Trattieni il fiato, o coraggioso fanciullo, non ti fermare.
Corri lontano, preda dei tuoi sentimenti.
Lotta per ciò che credi, solo così, otterrai la libertà.
Combatti per il principio non per il gusto della guerra.
Osserva e sarai il vincitore.

Alza gli occhi, o valoroso uomo, guarda le stelle.
Un giorno saranno loro a guidarti.
Ascolta i miei passi e nulla ti sarà difficile.
Non pregare, non piangere, tutto è in movimento.
Non puoi rimanere in dietro.

Le mie illusioni vivono nei miei occhi.
Quest’illusione acceca la vita.
È come una preghiera.
Non si possono fermare i miei desideri.

 

Fabio Lolicato

Loli

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