Men of Honor – L’Onore degli Uomini

di Salvatore Di Venti

Titolo originale: Men of Honor
Lingua originale: inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d’America
Anno: 2000
Durata: 128 min
Genere: biografico, drammatico
Regia: George Tillman Jr.
Soggetto: Scott Marshall Smith
Sceneggiatura: Scott Marshall Smith
Produttore: Bill Badalato, Robert Teitel

Pandemia, quarantena e la nuova fase, che prevede il riaffacciarsi pian piano alla vita quotidiana, hanno e continuano a rappresentare per me un periodo di incertezze, e in qualche modo condizionano anche il mio approccio al cinema, alla tv, alla ricerca dei film da vedere.

Non ho più capito cosa cercare in un film, se attimi di felicità per contrastare questo brutto periodo o drammi per non uscire totalmente da questo “sadness mode”, oppure qualcosa di fantascientifico, che per un attimo possa allontanarmi da questo mondo portandomi in un altro dove tutto finisce quasi sempre per il meglio. 

Quindi ultimamente ho fatto fatica a trovare un film che mi coinvolgesse, se non fosse per quegli strani casi, che non so se a voi capitano mai, nei quali ti ritrovi buttato sul divano in totale apatia e accendendo la tv becchi la scena di un film che per una particolare inquadratura, un’intrigante colonna sonora o un dialogo affascinante cattura la tua attenzione e, senza averlo realmente deciso, ti ritrovi a guardarlo tutto.

La scorsa Domenica è andata proprio così, mi sono imbattuto infatti in Men of Honor – L’Onore degli Uomini, un film che non mi ha entusiasmato particolarmente, una trama vista e rivista e quindi abbastanza scontata, ma il fatto che sia ispirato a una storia vera, la bravura dei grandi attori e i dialoghi sono riusciti a catturare il mio interesse e infondermi una dose di coraggio un più.

TRAMA

Men of Honor – L’Onore degli Uomini è un film del 2000 di genere Drammatico/Biografico, diretto da George Tillman, Jr. con Robert De Niro, Cuba Gooding Jr., Charlize Theron, Aunjanue Ellis, Hal Holbrook, Michael Rapaport.

La storia è incentrata su Carl Brashear, il primo sommozzatore afroamericano della marina militare statunitense. Carl è figlio di un agricoltore del Kentucky e va via di casa alla ricerca di quella che si aspetta sarà una vita migliore. 

“Non mollare mai… sii sempre il migliore”, gli aveva detto suo padre. 

Dopo essersi arruolato in Marina, da poco aperta anche alle minoranze etniche, per due anni scrive oltre cento lettere prima che l’arma lo accetti nel programma di Scuola Sub. Ma il suo ufficiale istruttore, Billy Sunday, non vuol sentirne né di Carl né delle sue ambizioni, ma il carattere del protagonista sarà d’aiuto al giovane sommozzatore.

CONSIDERAZIONI PERSONALI

Razzismo, incapacità di riconoscere il vero valore degli uomini indipendentemente dal colore della loro pelle, subdoli piani per mettere in fuorigioco chi veramente crede nei propri sogni a favore di figli di papà che ambiscono solo a rivestire alte cariche per far sfoggio di medaglie non meritate e al denaro. 

Questo quello che io ho visto, e quello che ha dovuto sopportare e superare Carl, avendo contro non solo le cariche più alte della marina, ma ancor peggio, coloro con i quali condivide la passione e il sogno di diventare primo Palombaro, i compagni di squadra, quelli da cui ti aspetteresti conforto, incoraggiamento e supporto e invece…

il vuoto.

Cosa seguiamo quando ci limitiamo ad acconsentire a questi trattamenti? Il nostro sogno o quello di qualcun altro? Perché si mette sempre da parte il merito a favore delle raccomandazioni? Non sarebbe più vantaggioso per tutti avere persone competenti a ricoprire determinati ruoli piuttosto che dei raccomandati? E soprattutto dove sta scritto che il colore della pelle e il genere sessuale debbano sottolineare il nostro ruolo all’interno della vita?

“La storia è fatta da quelli che infrangono le regole”

e io aggiungo: da quelli che sanno quali regole infrangere allo scopo di migliorare la vita di tutti e non solo la propria.

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