Momenti di trascurabile felicità di Daniele Luchetti

di Andrea
Lo Gioco

Diciassettesimo film di Daniele Luchetti, Momenti di trascurabile felicità è l’adattamento cinematografico di due romanzi di Francesco Piccolo (Momenti di  trascurabile felicità e Momenti di trascurabile infelicità, pubblicati entrambi da Einaudi rispettivamente nel 2010 e nel 2015).
A Paolo (Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif), vittima di un incidente stradale, viene concesso di ritornare sulla Terra per un’ora e trentadue minuti, tempo in cui imparerà a dare il giusto valore alle piccole cose, ai rapporti, agli attimi e ai piccoli gesti che scandiscono e influenzano inevitabilmente la vita quotidiana.
Nel film il fulcro della storia è il concetto di tempo, idea che il regista ha già portato sullo schermo nelle sue ultime opere, da Mio fratello è figlio unico a La nostra vita fino al suo ultimo successo Io sono tempesta. Il tempo è visto non come tiranno, ma come arbitro dell’esistenza, fondamento di emozioni e sensazioni vissute e da vivere, cercando di ingannare il destino.
Un Pif sopra le righe interpreta un uomo medio, che, senza sensi di colpa, cerca riscatto nella seconda possibilità che gli è stata concessa. Renato Carpentieri con il personaggio dello sbadato “impiegato del paradiso” offre una grande interpretazione a ricordarci la sua seconda giovinezza da attore, grazie a cui gli è stata finalmente attribuita la giusta bravura. Ma la vera rivelazione del film è Thony (pseudonimo di Federica Johanna Victoria Caiozzo), che interpreta Agata, la moglie di Paolo, con emozionanti sguardi malinconici e rumorosi silenzi che valgono più delle parole.
La pellicola è ambientata a Palermo, la cui immortale bellezza trova massima espressione nelle scene del film, lontana anni luce dagli intrecci politico-mafiosi, con una luce popolare tutta da riscoprire. La sceneggiatura, scritta da Lucchetti e Piccolo, è ricca di brio, humour e offre spunti interessanti di riflessione allo spettatore, che è chiamato a interrogarsi sulla possibilità di saper cogliere le opportunità della vita, non lasciando nulla di intentato e vivendo ogni attimo così come si viene, perché non ce ne sarà mai uno uguale.


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