Monica. 1227 chilometri.

Chilometri 1.227.

Mi piacerebbe con queste righe dispensare consigli utili per chi decide di partire, o per chi decide di restare. Mi piacerebbe scrivere cose “giuste”, quelle cose che hanno un fondo di verità uguale per tutti noi. Mi piacerebbe, con queste righe, lasciare una foto di Bologna quanto più fedele alla realtà… se non fosse che questa è fatta da impressioni, sensazioni, poca obiettività; tante emozioni e prospettive che cambiano velocemente nell’incontro con il “diverso” e con la nostalgia; intuizioni, immagini, consapevolezze che ad oggi mi è difficile spiegare.

Allora vi parlo di cosa per me significa partire.

Partire è mettersi alla ricerca della propria luna nel pozzo.

Se sia sensato non lo so. Eppure, sento è il regalo più bello che posso concedere ai miei anni: qualcosa mi spinge a guardare sul fondo di ogni pozzo, e sento, oggi, è la cosa più bella e giusta; anche se non priva di delusioni, illusioni, contraddizioni e non poche incomprensioni.

Si parte, o si resta, forse, con zero certezze e tanta voglia di scommettere: su se stessi, su Casa, sui progetti, sui sogni.

Ma, sapete cosa dimentichiamo? Che tra le certezze e le scommesse sta di mezzo la speranza, la fede, la fantasia, l’entusiasmo, l’indignazione, la voglia di cambiare e, più sommessa, la voglia di creare, di esprimersi. Troppo spesso, queste sono voci che neanche riconosciamo, ma che hanno un peso più forte di ogni nostro progetto rivolto all’utile. E, peso, questo accomuni chiunque, almeno una volta, ha pensato: “Parto? Resto?”.

Ed è qui che viene il bello: quando inizi a cercare motivazioni sensate, mature magari; come se esistesse la risposta giusta, da dare a sé o agli altri, una giustificazione a quel “perché sei partita?/ perché sei rimasta?” (…e sono in tanti a chiedertelo… Su, Giù), mentre forse l’unica risposta plausibile è “sento che devo partire/restare”, che si tratti di necessità, opportunità o voglia di respirare un’aria diversa.

E allora, quell’ascoltarsi ed assecondarsi, capisci, è la chiave di tutto.

Il tempo è fatto fa momenti, la vita da esperienze; se saranno buone o meno forse importerà poco, purché quelle esperienze siano frutto di una scelta cosciente, anche se priva di tutte le consapevolezze del “senno del poi”.

L’augurio che oggi mi sento di voler esprimere è che il nostro Territorio, in maniera costante e feconda, sappia presto, (non solo per i giovani ma per ogni membro, viaggiatore, studente che vive la nostra Enna), offrire quelle possibilità di realizzazione, creatività, espressione, confronto, quegli stimoli che, forse mancando, e non sapendo ricercare, ci spingono fuori all’uscio.

Aver “riscoperto” l’associazione Terra Matta, con le loro rubriche, a 1.227 km da Casa, forse ha rappresentato per me una piccola risposta a quel silenzioso augurio, che tale non può rimanere. La scommessa allora è che la nostra Enna cresca col contributo che ognuno, con la sua arte e mestiere, può dare.  Anche così: con corrispondenze che ci lasciano qualcosa su cui riflettere.

Chissà quante altre volte cambierò idea. Eppure, oggi, mi sento di dire che non sono i chilometri a fare la differenza, ma la voglia di sperimentare la vita; a volte questa ricerca porta lontano i nostri passi e più vicino il nostro cuore all’entroterra di un’Isola complessa da comprendere, anche per chi può chiamarla Casa.

Non sono i chilometri a fare la differenza. È la voglia, il bisogno, di sperimentarsi, mettersi in gioco.  

…e se anche Casa (non essendo priva di risorse culturali, naturali, umane …anzi, avendone di invidiabili) desse più opportunità? cosa cambierebbe? …non so neanche questo. Ma Casa siamo noi, chiunque tenga Casa nel cuore; noi siamo la nostra opportunità di cambiare la nostra vita e magari anche quella degli altri.

Partire, allora, è ricerca di strumenti utili, è curiosità, impegno, è mettersi in gioco, è responsabilità.. è un diverso attaccamento a Casa.

Partire è mettersi alla ricerca della propria luna nel pozzo …anche quando sotto il nostro naso.

Parte anche chi resta cercando il meglio tra i pozzi di casa.

Buon viaggio dunque, a chi va, a chi resta, e non si dimentica di Casa.

Monica Fastuca

Bologna enna, fastuca monica.JPG

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