Novelle crudeli. Leggi che ti passa.

Novelle Crudeli

Dall’orrore e dal grottesco quotidiani

Francesco Cusa, Daniele la Placa, Eris, 2014

 

È stata una questione di pura attrazione, è così che ho scelto le Novelle Crudeli.

Il lieto fine di questa storia è che la sensazione di curiosità nei confronti della forma di questa raccolta di racconti illustrata non è andata diminuendo nel corso della lettura e soprattutto che questo suo modo di presentarsi, corrisponde perfettamente al contenuto.

Le Novelle Crudeli è uno di quei piccoli libri che sei contento di avere tra le mani perché è bello, è esteticamente appagante e leggendolo e osservando le illustrazioni che accompagnano a intermittenza i racconti, questa sensazione di appagamento viene alimentata da vicende che pur stupendo riescono a rimanere sempre molto vicine a una ben precisa idea di essere umano. Il binario su cui ci muoviamo in questa lettura è quello dell’assurdo, ma la penna di Francesco Cusa, sapientemente cruda, riesce sempre a far percepire tutta l’umanità della bassezza che viene narrata.  

Le novelle ci raccontano di personaggi come uno zio “vivente morto vivente”, di uomini vittime di un nome imposto da genitori vittime di una sciocca ossessione, di donne sanguinarie e senza alcun tipo di pudore nei confronti di questa loro così bassa caratteristica, di corpi senza alcuna grazia ma tremendamente erotici.

La narrazione scorre nella quotidianità di vite e situazioni che definiremmo alterate ma che all’interno delle novelle dell’autore pare rientrino nella dimensione dell’assolutamente normale. Sono le illustrazioni a interrompere questa sensazione. Daniele La Placa rappresenta un mondo nero, oscuro, estremo e folle nel suo mostrarsi. Surreale e lontano da un possibile “a noi vicino” ma che proprio per questo riesce a attrarre.

Un sottile esercizio di equilibrio quello di questa edizione di Novelle Crudeli che riesce a giocare tra il creare un rapporto di vicinanza tra il testo e il lettore per poi interromperlo bruscamente e riprenderlo e interromperlo ancora.

Un gioco però perfettamente confezionato che proprio attraverso questa sua forma discreta ma quasi brutale, ridimensionata, tascabile ma di grande impatto visivo si rivela perfettamente ideato e realizzato. Ed è a questo esercizio di combinazione tra forma e contenuto, tra parola e immagine, tra bellezza estetica e macabra realtà che le Novelle Crudeli devono la loro affascinante riuscita.

Amalia

novelle crudeli

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