O Ano da morte de Ricardo Reis. Leggi che ti passa.

O Ano da morte de Ricardo Reis
José Saramago, Editorial Caminho, 1984

“Pertubar a ordem, corrigir o destino, para melhor o para pior, tanto faz, o que è preciso è impedir que o destino seja destino.”

José Saramago, attraverso questo romanzo decide di darci una dimostrazione del perturbare un ordine, innescando un discorso di provocazione che possa mettere in discussione la realtà in cui viviamo e ancor di più il suo presupposto di oggettività. Come? Giocando a moltiplicare i piani del reale e a mescolarli tutti, con una precisione che ha dello straordinario, attraverso le parole di una narrazione che scorre imperterrita senza alcuna sosta.

Costruendo un romanzo finzionale e polifonico su ciò che a sua volta era finzione e polifonia ma capovolgendo i ruoli: Ricardo Reis, placido poeta di odi alcaiche dell’eteronimia pessoana, diventa un uomo che si scontra con la storia e con il suo corpo. Fernando Pessoa, al contrario, uno spirito in cammino verso la morte. Lidia, eterea creatura delle odi di Reis, abbandona quella riva del fiume in cui il suo creatore l’aveva confinata a contemplare la vita che passa, per trasformarsi in una combattente e estremamente femminile cameriera di un hotel. Lisbona, con le sue strade, le sue eterne salite, la pioggia battente e quei suoi piccoli squarci che si aprono improvvisi tra un palazzo e l’altro e che ti permettono di godere dell’energia di un fiume così maestoso da confondersi con l’oceano, per quanto raccontata nei termini di una città esistente si presenta sempre come un luogo dove le vite sembrano non incontrarsi mai e semplicemente sfumare in un continuo passaggio tra una realtà concreta e una, non per questo meno reale, immaginata.

È con questi capovolgimenti che Saramago racconta gli ultimi mesi del 1936 e prova così a capovolgere il destino di questi personaggi all’interno della vicenda. Non riscrive la storia ma la ristruttura attraverso una prospettiva di rivoluzione tutta umana, che ci presenta come sempre possibile, anche nel nostro presente e nonostante tutto ciò che è ormai accaduto. La voce di questo autore si rivela una voce collettiva ma in grado di dare valore alle individualità, capace di mantenere un livello altissimo di liricità e di attenzione nei confronti del valore della bellezza della parola letteraria, ricca di un interesse talmente sincero nei confronti degli uomini da riuscire a non sminuirne mai le azioni, i caratteri e le emozioni.

Questa complessità non può che terminare che con una ulteriore ricerca.
“Para onde, e para quê”. Verso quale luogo e per quale motivo. È questo quello che si chiede Ricardo Reis nel corso del romanzo e pare essere anche quello che José Saramago invita a chiederci con le parole di questo racconto.

Amalia

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