Obesità infantile: piaga sociale.

di Clara
La Licata

L’obesità è un problema di grande rilevanza sociale rappresentando, oggi, una delle patologie più diffuse al mondo. L’OMS ha coniato il termine globesity, proprio per sottolineare che ormai si tratta di un’epidemia su scala globale [1]: dal 1980 sino a oggi i numeri di questo fenomeno sono infatti più che raddoppiati.

Nel 2014, a livello mondiale, gli adulti in sovrappeso erano quasi due miliardi. 600 milioni di questi erano invece obesi e la situazione, purtroppo, non era migliore per l’età pediatrica. Sempre nel 2014, infatti, si sono registrati circa 41 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni in condizioni di sovrappeso e di obesità. In Italia secondo dati recenti pubblicati da OKkio alla salute, sistema di sorveglianza sul sovrappeso e l’obesità nei bambini delle scuole primarie (6-10 anni) e i fattori di rischio correlati, emerge che il 21,3% dei bambini partecipanti alla ricerca è in sovrappeso, mentre il 9,3% risulta essere obeso, con prevalenze maggiori al Sud e al Centro Italia [2].  E in Sicilia? Nell’ultima rilevazione di OKkio alla salute il 35% dei bambini presenta un eccesso ponderale considerando sia il sovrappeso (22%) che l’obesità (13%) [3].  Pertanto, se tali condizioni resteranno invariate, nel 2025 saranno 70 milioni i bambini in sovrappeso oppure obesi. Tutto ciò costituisce un importante fattore di rischio per l’insorgenza di malattie croniche non trasmissibili come diabete mellito, neoplasie, patologie epatiche, disabilità, problemi sociali e psicologici. Questi rischi possono essere contrastati, però, con il controllo del peso, attraverso corretti stili di vita e una dieta equilibrata, ma è fondamentale intervenire precocemente!

Studi internazionali come quello condotto da ricercatori dell’Università di Padova sostengono che i responsabili della condizione di sovrappeso e obesità dei bambini siano proprio i genitori. Dall’indagine si evince che la percentuale dei bambini in sovrappeso/obesità non correttamente percepiti come tali dalle madri è molto elevata, costituendo addirittura l’89% e l’Italia, tra i paesi aderenti allo studio, è uno di quelli in cui la percezione errata è più elevata [4]. Infatti il problema sembra essere associato alla percezione che le madri hanno dei loro figli.

Dunque, genitori cosa potete fare? Innanzitutto ascoltare ciò che dice il pediatra, che valuta scientificamente lo stato ponderale dei vostri bambini tramite le curve di crescita dell’OMS e l’indice di massa corporea (BMI), ed eventualmente farsi seguire da un medico o biologo nutrizionista. Inoltre è possibile mettere in atto altri importanti consigli come per esempio attenersi al “piatto del mangiar sano” dell’Università di Harvard, una guida per creare pasti sani e bilanciati. La metà del piatto da presentare ai vostri figli deve essere composta da frutta e ortaggi, un quarto deve essere composto da proteine e l’altro quarto da cereali, preferibilmente integrali, il tutto condito con olio extravergine d’oliva. Appendetene una copia in cucina come promemoria giornaliero per preparare pasti salutari e bilanciati per tutta la famiglia!

Ancora, bisogna evitare di dar da bere ai bambini bevande zuccherate, compresi tè freddi e succhi di frutta, dunque è bene privilegiare sempre l’acqua. E se i vostri figli fanno i capricci e non vogliono mangiare ad esempio la verdura? Evitate di proporre un’alternativa, non vuole mangiare i broccoli allora offrite l’insalata. Altro errore da non commettere, non dare mai ai vostri bambini del cibo come ricompensa.

Invogliateli invece a muoversi, giocare, praticare sport e questo comporterà loro un vantaggio non solo dal punto di vista della salute ma consentirà anche di creare nuove relazioni sociali [5,6].

Bibliografia

[1] http://www.epicentro.iss.it/

[2] http://www.epicentro.iss.it/okkioallasalute/dati2016.asp

[3] http://www.epicentro.iss.it/okkioallasalute/pdf/Okkio%20-Sicilia%202016.pdf

[4] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29932519

[5] WHO(2011) Global Recommendations on Physical Activity for Health www.who.int/dietphysicalactivity/pa/en/index.html

[6] Boreham C., Riddoch C. The physical activity, fitness and health of children. J Sport Sci. 2001 Dec; 19 (12): 915-29.

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