Oltre il 21 Marzo

di Margherita Lazzara

È passata una settimana dal 21 marzo, Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, e si sa i giorni che succedono un’iniziativa scorrono tra analisi e bilanci.

Anche noi abbiamo definito il bilancio della nostra giornata che si è svolta a Troina. L’esito è positivo, data la presenza di circa 2000 partecipanti, per lo più studenti di diversi istituti scolastici, di ogni ordine e grado, della provincia di Enna.

Un ottimo risultato raggiunto grazie al lavoro costante e meticoloso dei volontari del Presidio Libera Enna “Patrizia Scifo” e grazie alla preziosa collaborazione dell’amministrazione comunale di Troina.

Ai semplici numeri si legano i sentimenti e le emozioni vissute, così forti e indelebili, che ancora oggi insistono e resistono sulla pelle e dentro il cuore, portando la mente indietro nel tempo.

L’organizzazione della giornata del 21 marzo ha preso avvio qualche settimana prima, inizialmente come un elenco interminabile di cose da fare, quadratini da annerire: riunioni di presidio, incontri, telefonate su telefonate, una caterva di messaggi, e-mail…un’infinità.

Giornate scandite da stati d’animo altalenanti: dalla gioia allo stress, dal nervosismo alla tanta stanchezza. Una corsa contro il tempo fino ad arrivare alla sera prima e all’ultima voce della lista di cose da fare: stampare l’elenco delle vittime innocenti delle mafie. Con una sequenza automatica di gesti abbiamo aperto il file, avviato la stampa, preso i fogli dalla stampante e iniziato a leggere ogni singolo nome e cognome contenuto in quell’elenco.
Solo in quel momento la mia mente si è liberata da ogni preoccupazione e pensiero, lasciando posto a mille domande. A ogni nome ho iniziato a chiedermi quale fosse la storia di quella persona vittima della mafia, quanti anni avesse, quando fosse stato ucciso, da chi, perché…se mai ci fosse un perché.

Il pensiero si è subito spostato ai familiari delle vittime, al loro dolore, alle loro grida, spesso inascoltate, per avere verità e giustizia.  Ho pensato a quanto sangue è stato versato a causa della mano mafiosa, uomini sempre diversi ma accomunati dalla stessa ferocia, disumanità, follia.

Manca l’aria, difficile trattenere le lacrime, contiamo i nomi: 1011 vittime innocenti, 1011 storie di uomini, donne e bambini, ovviamente solo quelli che conosciamo.
Notiamo che nell’ultimo anno si sono aggiunte 23 vittime, tutte straniere. Nomi e storie, sconosciute ai più, di migranti morti nei campi, morti silenziose che si celano dietro il sistema infernale del caporalato.

Lo stress, il nervosismo, le futili preoccupazioni per la riuscita dell’evento sono sparite, dissolte.

Il senso della giornata lo ritrovo in ogni singolo nome e cognome di quell’agghiacciante e interminabile elenco.

Dopo una notte insonne è finalmente arrivato il 21 marzo. La piazza Falcone Borsellino è  gremita di gente e colorata dalle bandiere di Libera e di tutte le associazioni e realtà presenti.
Le vie di Troina prendono vita grazie ai sorrisi, all’entusiasmo e alla passione dei tanti giovani accorsi da tutte le parti della Sicilia. Al silenzio degli indifferenti si contrappongono i cori dei più piccini che al grido “fuori la mafia dalla Stato” ci consegnano la certezza che un futuro migliore sia possibile.

La fine del corteo segna il passaggio al cuore di questa giornata. In un silenzio composto, quasi surreale inizia la lettura dell’elenco delle vittime innocenti. Li ricordiamo tutti, uno a uno, milleundici nomi e cognomi nei quali è racchiuso il peso dell’eredità che abbiamo ricevuto e la responsabilità dalla quale non possiamo esimerci.

Sorrisi, emozioni, occhi lucidi pieni di speranza e passione raccontano una giornata straordinariamente intensa, tappa di un cammino condiviso che ci vede impegnati quotidianamente a tracciare nuovi orizzonti di giustizia sociale, in quest’area dell’entroterra siciliano dove ancora molti, troppi, negano l’esistenza della mafia.

La nostra primavera è iniziata così, rinnovando il nostro impegno nella lotta contro le mafie, respirando il profumo della libertà.

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