Otto tracce che raccolgono una grande varietà di suoni, di atmosfere e di temi che rimangono impresse

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di Pino Puglisi

Da diversi giorni mi ronza per la testa la sua voce.

Mi immagino di essere seduto in un pub la sera dopo una giornata pesante, a bere qualcosa e a rilassarmi. Alle 22:00 salgono sul palco Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina e iniziano a suonare. Lei canta, suona le percussioni, lo xilofono e la diamonica, lui suona il guitalele, la chitarra e la fisarmonica per caso assisto ad un loro concerto proprio in quel locale e la serata prende una piega totalmente diversa.

Sarà la nostalgia di tempi spensierati, ma non riesco a toglierli dalla testa, per questo ho deciso di parlarvi de “La rappresentante di lista”, un duo tosco-siciliano che negli anni si è ampliato grazie all’arrivo di Enrico Lupi (tastiera, sinth e tromba), Marta Cannuscio (batteria, cori e pianoforte), Erika Lucchesi (Basso, sassofono e percussioni), e Roberto Calabrese (batteria).

Bu Bu Sad, loro secondo album, abbandona quasi del tutto le sonorità del suo predecessore, poche le parti esclusivamente acustiche, dando invece tantissimo spazio alla sperimentazione, con tanti loop e parti elettroniche. La rappresentante di lista mescola elettronica dub, jungle e jazzy in una cornice pop rock che li rende unici nel loro stile.

“Guardateci tutti” è la traccia di apertura di Bu Bu Sad e preannuncia quelle che saranno le novità di questo disco con un arrangiamento fatto di melodie fantastiche e una maggiore presenza di batterie. A seguire c’è subito “Cosa farò?”, che racchiude interrogativi intergenerazionali, con la voce di Veronica Lucchesi che esplode in tutta la sua incredibile varietà di suoni, toni ed interpretazioni.  “Apriti cielo!” è il primo singolo estratto con un riff che entra nella testa e non ne esce più, una melodia vocale fortissima e una produzione ben fatta. “Siamo ospiti” ha a che fare con la sfera privata ma anche con quella pubblica, i rapporti che si chiudono ma che restano aperti, ti resta in testa e non va più via.

“Invisibilmente” rappresenta un perfetto ponte tra il primo album (Per la) Via di casa e Bu Bu Sad, il guitalele in loop si fonde con la voce di Veronica, meno aggressiva, e con parti elettroniche, tastiere e fiati.
L’album si chiude con “Un’isola”, brano dal testo davvero molto incisivo. 

Nelle sue otto tracce Bu Bu Sad raccoglie una tale varietà di suoni, di atmosfere e di temi che rimangono in testa. Chiudere gli occhi e immaginate di assistere ad un loro concerto… Buon ascolto!

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