PARNASSUS – l’uomo che voleva ingannare il diavolo

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di Salvatore Di Venti

Titolo originale: The Imaginarium of Doctor Parnassus
Lingua originale: inglese
Paese di produzione: Regno Unito, Canada, Francia
Anno: 2009
Durata: 122 min
Genere: fantastico, avventura
Regia: Terry Gilliam
Soggetto: Terry Gilliam, Charles McKeown
Sceneggiatura: Terry Gilliam, Charles McKeown

Tra le opere di Terry Gilliam, Parnassus – l’uomo che voleva ingannare il diavolo è una tra le più conosciute e, anche, quella che ha suscitato più scalpore a causa della prematura morte di Heath Ledger, il giovane attore che interpretava il protagonista e che non riuscì a completare le riprese.

Molti hanno guardato il film proprio per godere dell’ultima interpretazione della giovane promessa di Hollywood, allora sulla cresta dell’onda per aver dato vita a uno straordinario e indimenticabile Joker ne Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan.

Obiettivamente magistrale l’interpretazione di Ledger anche in Parnassus, riesce infatti a farsi carico dell’immaginazione di Gilliam interpretando il messaggio che il regista vuol mandare e trascinando con sé tutti gli altri protagonisti in un unicum che riesce a incollare il pubblico davanti al famoso specchio magico di Parnassus. Affascinante anche l’interpretazione e il costume di Tom Waits nei panni del diavolo tentatore MR. Nick.

Molteplici le caratteristiche bizzarre che rendono il film molto interessante. Ad esempio l’uso dei costumi, dagli abiti gitani a quelli fiabeschi in una Londra dei giorni nostri,ma anche i tanti riferimenti a un mondo fatato incastrati perfettamente nella metropoli moderna.
L’espediente della trama, che ha permesso di completare le riprese nonostante la morte di Ledger, è forse la caratteristica principale del film. Addirittura tre colleghi si impegnano a sostituire l’attore, e che colleghi! Faranno la loro comparsa Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell

TRAMA

Il Dottor Parnassus con la figlia, un buffo prestigiatore e un simil Nano vanno in giro su un teatro ambulante e mal ridotto proponendo al pubblico uno strano spettacolo.

Il dottor Parnassus, grazie a un patto stretto con il diavolo in persona, ha conquistato l’immortalità e il potere di trasportare chiunque, attraverso un particolare specchio, all’interno di un mondo parallelo che raffigura i sogni e l’anima di chi lo attraversa. Chi passa attraverso lo specchio si trova davanti ad una scelta: prendere la strada più faticosa (quella del bene) o quella più semplice (quella del male).

Il patto prevede però che al compimento dei sedici anni la figlia di Parnassus dovrà vivere per sempre con il diavolo rinunciando per sempre alla propria libertà. Ignara di tutto, la ragazza lavora nel circo paterno e progetta in segreto la fuga insieme ad Anton, il bizzarro prestigiatore.

La situazione si complica quando il circo incontra e salva Tony, truffatore e affascinante affabulatore, che si unisce alla compagnia. Grazie alle sue abilità il giovane riuscirà rapidamente a conquistare il cuore di Valentina e la fiducia di Parnassus, nonostante nasconda più di uno scheletro nell’armadio.
Per salvare l’anima della figlia, Parnassus dovrà collezionare cinque anime e condurle all’interno dello specchio prima che ci riesca il diavolo. Tony decide di aiutarlo in prima persona e hanno inizio così una serie di straordinarie avventure all’interno dello specchio, durante le quali il giovane vedrà anche mutare le sue stesse fattezze.

RIFLESSIONI PERSONALI

Quando si dice far di necessità virtù, in questo caso la necessità di sostituire il giovane attore scomparso è stato sicuramente difficile, ma allo stesso tempo si è rivelata, a mio parere, una carte vincente, poiché crea nel pubblico parecchia curiosità. Tony, interpretato appunto da Heath Ledger, entrando nello specchio cambia fisionomia (entrano in scena i tre colleghi sostituti) in base alle diverse sfaccettature della sua anima. Il personaggio resta colpito dal suo vero aspetto all’interno dello specchio, e credo che tutti noi lo saremmo stati perché lo specchio di casa mostra solo quello che siamo fuori, mentre quello di Parnassus ci permette di scavare all’interno di noi stessi e vedere quali altri volti si nascondono dietro quello in cui siamo abituati a riconoscerci.

Gilliam si è sicuramente personificato in Parnassus, pensando di poter trasformare lo schermo in un magico specchio, portando lo spettatore all’interno di mondi, seppur fantastici e immaginari, non lontani da quelli che siamo abituati a vivere oggi giorno, e lasciandolo libero di sentirsi più vicino a un personaggio piuttosto che a un altro e di scegliere quale messaggio cogliere:

 “Il più facile o il più difficile”?

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