PAROLE DI DONNE SUL LAGO

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di Elisa Di Dio

A me gli inizi, i ricominciamenti, i battesimi o ri-battesimi piacciono particolarmente e se mi trovo coinvolta sento con forza la responsabilità del dovere conferire una solennità intima all’evento, capace di incidere e lasciare il segno.
Nel 2004 con la mia voce, come voce della Compagnia dell’Arpa, e la lettura di una poesia di Borges, fu inaugurato, dopo il silenzio di migliaia di anni, lo spazio restaurato del teatro ellenistico di Morgantina e con la mia voce è ripartita, in questo  travagliato 2020, la stagione degli eventi culturali e teatrali nel territorio di Enna.
Non lo scrivo per  vanto, semmai mi inorgoglisco perché dentro la mia voce spero si possa cogliere la coralità dei toni e dei sentimenti dell’intero territorio.

Mi commuove questa idea e mi dà  forza.

Siamo attraversati dalla Storia e noi stessi ne facciamo parte, come frammenti di un’immagine che acquisisce senso solo se si guarda non solo al dettaglio ma alla grandiosità del disegno. 

Si può, è possibile, avviene. 

Accade che in un giorno di inizio estate, sulle rive di un lago, inaspettatamente si realizzi ciò che in tempo di pandemia appariva impossibile: un evento culturale con pubblico, lettura e presentazione delle autrici, brindisi sobrio ma sorridente in chiusura, distanze fra una sedia e l’altra ma senza traumi. Il mio palcoscenico è un podio da premiazioni sportive, le mie quinte, le vele di una delle imbarcazioni del circolo nautico, pronta a salpare, con la ciurma al completo,  dal bel prato verde sul lago: l’impossibile è la condizione indispensabile, il puzzle o il labirinto da cui cominciare a organizzare il cosmo. Mi piace

Il prato, il sole  e il cielo aiutano, offrendo una cornice ideale tanto alla distanza, quanto all’entusiasmo. Tutto questo è avvenuto giorno 28 giugno, al lago Nicoletti, presso la sede del Circolo nautico tre laghi, grazie all’ospitalità dei suoi responsabili, Giovanni Sacco e Maria Viviana Ingrasciotta, per il lancio del libro Allerta meteo per amanti, Algra Editore, romanzo corale, opera della penna di sette autrici, Elisabetta Granieri Galilei, Gabriella Rossitto, Stefania Avola, Katia Fundarò, Antonella Eleonora Panarello, Anna Monosi, Salvina Bognanno, guidate da Elvira Seminara, giornalista e scrittrice, suoi alcuni tra i titoli più belli e interessanti di narrativa italiana di questi anni: L’indecenza, Atlante degli abiti smessi, I segreti del giovedì sera, di prossima uscita per Einaudi, solo per citarne alcuni. Elvira  è la sapiente e affascinante conduttrice di officine di narrazione e scrittura creativa che riscuotono sempre grande successo. Questo laboratorio, dal titolo SCRIPTA MANENT,  si è svolto presso la sede bookstore Mondadori di Catania – Piazza Roma, gestita con competenza e passione dalla brava Valentina Agosta

Nove donne, un editore, Alfio Grasso, un’attrice, la sottoscritta, che ha avuto il compito di prendere per mano i presenti e condurli, grazie alle parole del libro, sulle soglie della festa che sta al centro del plot narrativo, per conoscere la  protagonista e i comprimari, ciascuno con un ruolo, un passato, una relazione, un segreto condiviso con la bella Ivana, la festeggiata. La narrazione di una festa dunque, è divenuta essa stessa momento di festa. A Enna il lancio di Allerta meteo per amanti è stato l’atto ufficiale di ripartenza delle attività culturali. Negli stessi giorni è avvenuta l’inaugurazione di una mostra interessante, ma dalla tematica divisiva, in una sede di alto prestigio istituzionale, ad inviti, a porte rigorosamente chiuse, e il solito codazzo di autorità, insomma, niente di nuovo sotto il sole, rispetto a ciò che è accaduto in queste tristi settimane di convivenza con il Covid-19. Il primo vero esperimento di evento pubblico, davvero inclusivo, aperto a tutti, mi piace sottolinearlo, è stato proprio la presentazione di questo  libro: un banco di prova importante che ha mostrato di reggere benissimo i protocolli richiesti, complice la bella stagione e la voglia condivisa di ritrovarsi, socializzare nonostante tutto, e con le necessarie precauzioni. 

La mia amica scrittrice, Elisabetta Granieri mi ha donato uno spunto, un punto di vista privilegiato per quanto eccentrico, inteso nel senso letterale della parola, fuori da una visione consueta. Il fruscio di tre gonne, indossate da donne, quella sera ha avuto il ruolo di un’agnizione involontaria, ma ugualmente potente: la mia gonna a macro pois, le tenui spennellate d’acquerello della gonna di Elvira, l’optical rigato di Stefania, quell’ondeggiare di sete e tessuti alla brezza che partiva dal lago e arrivava sul prato, diceva dell’imprevedibilità  dell’intreccio delle trame e dei destini, la comune voglia di ritrovare colori e passioni con cui raccontare il mondo e raccontarsi agli altri, il tutto condensato  nell’accostamento di linee, stampe, drappeggi.

L’eccentrico a volte invoca l’essenziale e lo materializza.

La leggerezza, calviniana e kunderriana, ci salverà, quella che passa dalla scrittura, arte e magia dell’inconsistente che si fa Storia, quella che sfiora e agita gonne e cuori in volo di donne narratrici di se stesse e del mondo.

Leggerezza che si oppone al caos.

Boccaccio in piena epidemia di peste dedica il suo Decameron alle donne.  Non a caso, lo scrittore di Certaldo, in quel tragico momento storico, vede nella loro forza il motore del mondo, la scintilla per ritornare alla vita dopo infiniti lutti: la schiera delle narratrici del capolavoro boccacciano è di gran lunga più nutrita ed energica di quella degli uomini. Pampinea, Filomena, Emilia, Fiammetta, Elissa, Lauretta, Neifile contro Filostrato, Dioneo, Panfilo: il girl power sembra essere già prerogativa del mondo narrato e cantato dal Decameron  in un’epoca di crisi nella quale già baluginava lo splendore del Rinascimento da lì a venire. Arte e letteratura sono appassionati esercizi di attività onirica a occhi aperti e sensi in libertà, precorrono  i tempi, tessono universi paralleli, salvano dall’opacità del vivere. Pensare a donne che,  in una cornice di natura, attraverso la scrittura ricompongono il senso del mondo, mi fa sperare.

Domenica scorsa, sfogliando un libro, dono nuovo di parole, nel cerchio fluido e cangiante delle acque lacustri, abbiamo dato una mano a rinnovare il mondo e pazienza se questo miracolo accade solo nel tempo breve della lettura.

Forse è vero che, leggendo di più, rimanendo più tempo sui libri, immaginando  il mondo attraverso le loro pagine, il mondo stesso imparerà a essere migliore, più giusto e in pace. 

Buona ripartenza a tutti. 

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