PAROLE FORTI, PAROLE DA CHIELLINI!

di Valerio Adamo

Lunedì 2 dicembre il calcio ha visto salire sul tetto del mondo, per la sesta volta durante la sua carriera, Lionel Messi, a parere dello scrivente, il calciatore più forte di tutti i tempi. Il genio che per eccellenza riassume con tecnica semplice, rapidità e visione di gioco l’essenza di questo meraviglioso sport.

La premiazione ha avuto luogo a Parigi, ma le dichiarazioni più pesanti di questo lunedì sera di calcio arrivano dall’Italia, esattamente da Milano, che contemporaneamente ospitava il Gran Galà del Calcio. Attenzione, non si tratta di dichiarazioni inerenti l’assenza di Cristiano Ronaldo alla notte parigina, il terzo posto non ha sicuramente soddisfatto le aspettative del campione portoghese che ha pensato bene di non presentarsi palesando il suo disappunto, dati i rumors che davano già vincitore l’argentino da giorni. Le parole arrivano sempre dall’emisfero Juve in seguito ad una domanda dei giornalisti rivolta al pilastro della difesa bianconera e della nazionale Giorgio Chiellini, il quale non concentra l’attenzione sul trofeo consegnato da poche ore ma sul Pallone d’Oro dell’edizione passata che ha visto vincitore il croato Luka Modric. Il difensore si è sempre contraddistinto per una capacità oratoria diametralmente opposta alle doti tecniche dimostrare sul rettangolo di gioco, facendosi trovare sempre pronto ai microfoni, esponendo i suoi pensieri con molta eleganza e chiarezza. Ieri però abbiamo assistito a quello che possiamo definire un vero e proprio intervento a gamba tesa degno della sua veracità rocciosa che lo ha portato a mantenere inviolata la porta della sua squadra per anni, definendo un furto la mancata vittoria del pallone d’oro da parte di Ronaldo durante l’anno calcistico 2018, aggiungendo, senza peli sulla lingua, che si trattò di una scelta del Real Madrid per punire Cristiano e la sua fuga da Madrid.  Sicuramente i modi e i tempi restano discutibili in quanto fanno gongolare chi poche ore prima si è visto premiato e perché non sta sicuramente a Chiellini stabilire se sia stata una votazione più o meno faziosa quella che ha portato a preferire il dies dei blancos al compagno di squadra, però… quanti di noi lo hanno pensato? Quanti di noi hanno detto subito agli amici che si trattasse di una decisione politica? Quanti di noi hanno detto lo sapevo? Onestamente, penso la maggior parte degli appassionati di calcio. I più romantici hanno visto un premio al fantastico torneo disputato dalla Croazia, altri, un premio alla carriera di chi ha tirato le redini del centrocampo madrileno per anni. Rimarrà una di quelle parentesi del calcio in cui non tutti hanno avuto lo stesso parere e non muoveranno un passo dal loro punto di vista iniziale.

Tralasciando adesso il riferimento al premio personale più ambito del mondo del calcio, quante verità rivelano, tutte insieme, le dichiarazioni di cui sopra? L’Italia, purtroppo, potrebbe essere considerata la patria della sudditanza psicologica nei confronti di certe piazze da parte di tutto l’ambiente, ma a livello europeo abbiamo visto spesso negli ultimi anni degli episodi che lasciano spazio, quantomeno, al beneficio del dubbio. Quindi, cari lettori, se come diceva Machiavelli, il fine giustifica i mezzi, che ben vengano parole dure ma piene di significati per dare una strigliata ad uno dei mondi più amati ma sempre più marci, il nostro amato pallone sta per scoppiare, non consentiamo a nessuno di portarcelo via, questo sport deve rimanere di chi lo ama! Quindi, nonostante tutto, i modi, i tempi: bravo Giorgione, sempre a gamba tesa per l’onestà e la sportività.

P.S: sempre però eh!

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