Pirati, omosessuali e surriscaldamento globale.

di Salvo Balistreri

Dal 2006 il profeta pastafariano Henderson con il suo articolo “Piracy as a Preventor of Tropical Cyclones” ha dimostrato la straordinaria correlazione tra la diminuzione del numero di pirati e il surriscaldamento globale. Infatti, dagli inizi del IX secolo, l’aumento della temperatura media del nostro pianeta con le sue disastrose conseguenze come lo scioglimento dei ghiacci, l’avanzata delle zone desertiche, l’aumento degli uragani, è stata accompagnata dalla diminuzione del numero di pirati.1


Illustrazione SEQ Illustrazione * ARABIC 1: Grafico di correlazione tra temperatura e pirati nel mondo (dal sito venganza.org)

Per questo motivo i seguaci del Prodigioso Spaghetti Volante hanno deciso di usare come indumento peculiare le classiche vestigia dei corsari per contrastare scientificamente il pericoloso cambiamento climatico globale.
Non è un caso se a seguito dei loro raduni nazionali (T1), manifestazioni che prevedono la presenza contemporanea di centinaia di pirati, sono state registrate drastiche diminuzioni della temperatura rispetto a quella misurata in un momento precedente (T2).

Confronto temperature2

Periodo di misurazione Temperatura Media

T1: Agosto 2017                        27.1° C

T2: Settembre 2017                 20.6° C

Differenza                                   – 6,5

Mercoledì sono venuto a conoscenza di un’altra grandiosa scoperta. Questa volta a rivelarla è Filippo Facci sulle pagine del quotidiano Libero: esiste una correlazione tra la diminuzione del prodotto interno lordo italiano e l’aumento degli omosessuali. Una rivelazione così importante da guadagnarsi addirittura la prima pagina del giornale.


Prima pagina del quotidiano Libero del 21 gennaio 2019

Certo, entrando più nel dettaglio e superato il titolo, le connessioni tra i due eventi non sono così ben esplicate. “Non c’è un link apparente tra il Pil e la fatturazione elettronica e i gay e Lino Banfi. Eppure è una foto che i turisti del tempo si porterebbero a casa” scrive il giornalista. Ma quello che importa è creare scalpore e attaccare i nemici, porsi dalla parte dei piccoli imprenditori e della famiglia tradizionale. Alla fine, diciamocelo, chi legge più gli articoli per intero? Allora la soluzione è semplice: scrivere cazzate che facciano chiasso. Ma non meravigliamoci, non è la prima volta che Libero riesce con grande astuzia a scovare corrispondenze scomode. Pochi giorni prima di questo scoop non dimentichiamo l’altro grande titolo: “Comandano i terroni. Ai meridionali tre cariche istituzionali su quattro. Ecco perché Salvini ha tutti contro”.

Chi afferma che i numeri siano oggettivi o è ignorante o è in cattiva fede (o ironico come nel caso dei pastafariani).

I numeri vanno letti, capiti e interpretati. Per provare che due eventi sono correlati è necessario un controllo incrociato e un’analisi statistica dei dati. Non basta disegnare un grafico.

Possiamo definire come correlazioni spurie quelle che legano due fenomeni che non hanno nessun nesso causale. Queste sono facilmente distinguibili con un po’ di buon senso.

Poi ci sono le correlazioni indirette, quando due variabili sono correlate perché entrambe legate a una terza variabile. Eccone un esempio: una “ricerca” ha mostrato che chi si lava i denti almeno tre volte al giorno ha una vita media più lunga. È evidente a tutti che il semplice lavarsi i denti non allunga la vita. Quello che succede è che lavarsi i denti tre volte al giorno e vivere di più sono correlati indirettamente, ma non esiste un nesso causale diretto. Chi ha uno stile di vita sano probabilmente vive più a lungo, e chi ha un buon stile di vita probabilmente si lava spesso i denti.

Se la correlazione spuria è facilmente riconoscibile, quella indiretta è fonte di notevole confusione a livello decisionale.

Le navi che soccorrono migranti nel Mediterraneo centrale sono un “pull factor”, ovvero un fattore di attrazione perché la loro semplice presenza nelle acque internazionali incentiva i trafficanti di esseri umani a mettere in mare le imbarcazioni cariche di migranti: è questa una delle accuse più radicate e più di successo mossa contro le navi umanitarie che dal 2015 hanno partecipato alle missioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo.

“Nonostante questa idea possa apparire del tutto logica, anche in questo caso i dati parlano chiaro: il pull factor delle ong non esiste”, afferma Matteo Villa, ricercatore dell’Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale), che ha analizzato tutti i dati raccolti dalla guardia costiera italiana, dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e dall’UNHCR (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) dal gennaio del 2016 all’ottobre del 2018.

È logico attendersi che la maggiore incidenza di salvataggi in mare da parte di imbarcazioni delle Ong (passata dal 1% del 2014 al 41% nel 2017), assieme alla tendenza di queste ultime a operare nei pressi delle acque territoriali libiche (come rilevato dall’agenzia europea Frontex), possano aver spinto un maggior numero di migranti a partire, aumentando di conseguenza il numero di sbarchi.

Ma i dati in realtà mostrano che non esiste alcuna correlazione tra le attività di soccorso in mare svolte dalle Ong e gli sbarchi sulle coste italiane. A determinare il numero di partenze tra il 2015 e oggi sembrano essere stati dunque altri fattori, tra cui per esempio le attività dei trafficanti sulla costa e la “domanda” di servizi di trasporto da parte dei migranti nelle diverse località libiche.3


Quello che manca, o che sembra mancare, nelle persone che incontri per strada e negli opinionisti in tv è uno sguardo critico. Sembra che se qualcosa richieda una riflessione allora non meriti di essere discussa. Si parla solo di fatti (che come appena visto non sono sempre così oggettivi), di quello che vuole la pancia delle persone o di quello che ci interessa direttamente.

Sono le ragioni per cui fuggono che spingono queste persone a mettersi in mare non certo la possibilità – che non è certezza – di essere salvati.4

Nel 2019 abbiamo preso coscienza del colonialismo, ma quello dei vicini antipatici francesi, mica del nostro o di quello cinese. Ce ne siamo resi conto perché, diciamocelo, sti negri hanno rotto un po’ il cazzo, mica perché abbiamo fame di verità e giustizia.

C’è sempre tempo per tutto.

Riferimenti:

1. https://chiesapastafariana.it/il-pastafarianesimo/pirati-vs-global-warming/

2. www.ilmeteo.it

3. https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/fact-checking-migrazioni-2018-20415

4. https://www.internazionale.it/bloc-notes/annalisa-camilli/2019/01/21/ong-pull-factor-migranti-libia?fbclid=IwAR0wazeBpxZSbiB3QVsWSAaN3qOfm9RjjRFZXOLMWEiJlJ0Egn_KcwkUf0E

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