Poeti, artisti e……scienziati?

di Michele Stella

Tempo di lettura: 3 minuti

L’Italia, si sa, è da sempre dipinta come terra di poeti e scrittori, la culla della cultura artistica e letteraria. Ma come sono messi gli italiani con la cultura scientifica?

Il sole è un pianeta? Gli antibiotici uccidono i virus o i batteri? Gli elettroni sono più piccoli degli atomi?

Nel 2007 gli italiani in grado di rispondere correttamente a questa domanda erano tra il 38,3 e il 50,6% (dati Observa Science in Society).

Possiamo quindi concludere che siamo un paese di “analfabeti scientifici”?

Non prorpio, in realtà negli ultimi anni il trend sembra essere migliorato. L’indagine condotta già nel 2015 dall’Osservatorio Scienza Tecnologia e Società di Observa Science in Society, basata sulle 3 domande standardizzate a livello internazionale, fotografa una netta ripresa. Rispetto al 2007, in media, gli italiani hanno fornito il 30% di risposte corrette in più. Tre italiani su cinque sanno che il Sole non è un pianeta, conoscono la funzione degli antibiotici e sanno che gli elettroni sono più piccoli degli atomi. E non è sorprendente che queste conoscenze diminuiscano con l’età ed aumentino con il livello di istruzione degli intervistati. Negli ultimi anni, infatti, l’iscrizione alle facoltà scientifiche nelle Università è aumentata del 20%. Le generazioni più giovani fanno ben sperare, quindi.

Perché allora la cultura scientifica non sembra essersi diffusa nella nostra società, interessando solo una elite composta da professionisti e addetti ai lavori? Un’educazione scolastica insufficiente, un approccio antiscientifico mostrato anche dalle istituzioni e una scarsa divulgazione operata dai media (salvo alcune eccellenti eccezioni) sono solo alcune delle cause proposte da chi ha studiato il fenomeno.

In realtà, quello che oggi sembra destare maggiore preoccupazione è rappresentato dalla scarsa considerazione della scienza da parte dell’opinione pubblica. Ad esempio, la facile propagazione delle “bufale”, che spesso inducono la popolazione a formulare le proprie opinioni senza tener conto della verità scientifica. Uno scenario post-Medievale? Purtroppo no, attuale. Come spesso accade, l’opinione della popolazione si riflette in coloro che governano il Paese. Ne è una prova in Italia, la mancanza di una legislazione che concerne la materia scientifica o la diminuzione dei finanziamenti dello Stato, già esigui rispetto ad altri paesi, alla ricerca ed abbiamo il quadro definitivo, preoccupante, della considerazione che la nostra società e la classe dirigente in primis, hanno sulla scienza. 

Forse c’è da considerare che molti argomenti, non sono solo “questioni di scienza”. Nozioni che possono sembrare specificamente scientifiche: OGM, vaccini, nucleare, evoluzione dell’uomo, Big Bang, la forma della Terra o del Sole, i cambiamenti climatici, possono invece nascondere questioni identitarie, religiose, politiche ed economiche che difficilmente lasceranno spazio alla verità scientifica. Possiamo migliorare, certo, le nostre conoscenze scientifiche, ma non è semplice allineare il pensiero di ricercatori e società. Al di là del mero nozionismo, infatti, il nodo critico resta la fragilità dell’educazione alla cultura scientifica. Un clima intellettuale che sappia intuire le potenzialità, le implicazioni, i limiti e gli impatti della scienza e della tecnologia, senza ricorrere a pregiudizi, fede e complotti, ma che sia finalmente basato su un metro di giudizio fondato sul metodo scientifico.

La cultura scientifica è importante perché rende il cittadino consapevole di se stesso, della realtà del proprio essere e della natura. È questa consapevolezza che determina la curiosità di rivolgere lo sguardo agli altri e al mondo con apertura mentale e spirito critico. La scienza ci rende liberi perché il modo di osservare la realtà, tipico del metodo scientifico, ci spinge a guardare il mondo con uno sguardo critico, a porci delle domande, a essere sempre curiosi, a trovare soluzioni ai problemi, sperimentarle e analizzare quello che si è fatto. In altre parole, ad avere coscienza di ciò che non va e guardare oltre a ciò che è dato per scontato o che esiste come dogma. 

La scienza non è un insieme predefinito di conoscenze, la scienza è metodo, uno strumento per indagare la realtà che ci circonda che si basa sull’esperimento, sulla logica e su una scrupolosa metodologia di analisi.

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