Q&A – Le risposte alle vostre domande su HIV e AIDS

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Quelle che seguono sono le domande, e le relative risposte, raccolte il giorno 28 dicembre presso il Sorseggio di Enna durante la “Campagna Informativa su HIV e AIDS”.
Ringraziamo tutti i partecipante ,le associazioni e le realtà che hanno reso possibile l’iniziativa. In particolare un grazie va a Michele Dello Spedale Venti e ad Aurora Lo Porto che hanno guidato le attività e condiviso con tutti le loro conoscenze. Grazie anche a Giuliana Baldi e Francesco Cammarata che hanno arricchito la serata con le loro opere.

  • Se una donna è in terapia antiretrovirale per HIV (con carica batterica virale non rilevabile) può trasmettere il virus al suo partner?/ Una persona che fa terapia rimane contagiosa per tutta la vita?

Una persona in terapia antiretrovirale per HIV con carica batterica non rilevabile NON può in alcun modo trasmettere il virus agli eventuali partner.

  • Se concludo un patto di sangue all’interno di una setta satanica devo prima richiedere il risultato delle analisi dei presenti? Oppure vabbè…tanto satana ha la soluzione?

Car_, Satana potrebbe sì avere la soluzione a tutto, ma perché rischiare? In un caso del genere meglio sempre sapere lo stato di salute delle persone coinvolte!

  • Con i rapporti orali è possibile contrarla? / In caso di rapporto orale l’AIDS è trasmissibile?

I rapporti orali hanno un bassissimo rischio per quanto riguarda la trasmissione dell’HIV, a patto che la mucosa orale sia sana e non abbia ferite o non si sia stati sottoposti ad interventi invasivi e si abbiano ancora danni più o meno evidenti alla mucosa, in quel caso il rischio aumenta. E l’AIDS non si trasmette, è l’HIV, il virus, ad essere trasmesso.

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Sempre con piacere.

  • Dopo quanto fare il test?

Immagino la domanda completa sia “dopo quanto tempo da un rapporto a rischio devo fare il test?”. I normali test ELISA, che ricercano gli anticorpi contro l’HIV, hanno un periodo finestra (periodo nel quale ancora gli anticorpi non si sono formati) che va dai 3 ai 6 mesi. La nuova generazione di test, detti ComboTest, invece, riescono a restringere questo tempo a 30-40 giorni, anche se ancora non tutti i laboratori ne sono dotati. Prima di andare a fare il test è bene informarsi, quindi, su quale tipo di test utilizzi il laboratorio.

  • Quali sono i test di analisi per capire se si ha l’HIV? E in cosa consistono?

Esistono diversi tipi di test: il test ELISA, così come il ComboTest, ma anche la PCR sono esami che necessitano di un prelievo di sangue; i primi due consistono nella ricerca degli anticorpi nel sangue, l’altro, molto più costoso e che non si usa nella routine diagnostica, ricerca, invece, proprio la presenza del virus nel sangue. Inoltre, da diversi anni, si utilizza il test salivare, che consiste in un tampone e che, grazie a delle magiche reazioni chimiche, rileva la presenza di anticorpi nella saliva: il risultato è possibile averlo entro 20 minuti. Infine, da circa un anno, è in commercio in tutte le farmacie l’autotest, che tramite il prelievo di una goccia di sangue da un polpastrello, rileva la presenza degli anticorpi nel sangue; anche questo, come l’ELISA, ha un periodo finestra che varia dai 3 ai 6 mesi.

  • C’è la possibilità che si trasmettano anche con il preservativo?

Immagino si intendano le IST (Infezioni Sessualmente Trasmissibili). La risposta è sì: infatti virus come l’HPV, che viene trasmesso per contatto, o la sifilide, non necessitano per forza di contatto tra le mucose dei genitali, ma basta che venga a contatto anche solo la pelle.

  • Una donna con l’AIDS può avere figli? Ci sono rischi per il bambino?

Se intendi con l’AIDS sì, può avere bambini, ma saranno anche loro sieropositivi. Se, invece, intendi sieropositiva (quindi con infezione da HIV, senza la malattia conclamata che è l’AIDS), nel caso in cui segua la terapia e la carica virale sia abbattuta e non rilevabile il bambino sarebbe assolutamente sano.

  • Cosa devo fare se ho avuto un rapporto a rischio?

Ci si può rivolgere ad un consultorio o ad un reparto di malattie infettive e chiedere di fare il test per l’HIV. Per quanto riguarda, invece, le altre IST, bisogna recarsi in un centro specializzato nelle IST o farsi fare la ricetta dal proprio medico per effettuare tutti gli altri test.

  • L’HIV si trasmette solo facendo sesso?

L’HIV si trasmette attraverso lo scambio di alcuni liquidi corporei, primo tra tutti il sangue, poi lo sperma, le secrezioni vaginali e il latte materno.

  • Perché non se ne parla più come una volta?/ Perché non si effettua una forte campagna di sensibilizzazione nelle scuole?

Beh, car_, credo si tratti di scelte politiche più o meno precise. In Italia riuscire a fare educazione sessuale e affettiva nelle scuole (soprattutto medie e superiori, ma anche alle scuole elementari è possibile iniziare dei percorsi del genere) risulta praticamente impossibile per via dell’ostracismo delle scuole stesse, che magari non vogliono avere problemi con genitori spesso fin troppo apprensivi e che immaginano i loro figli e le loro figlie come angeli asessuati. E la politica, dall’alto, non si interessa alle tematiche, non sono prioritarie, benaltrismo diffuso. Purtroppo la strada è ancora lunga da fare, ma se, ad esempio, la richiesta di tenere questo tipo di “corsi” nelle scuole venisse dal basso, non potrebbe rimanere inascoltata a lungo.

  • L’HIV è un retrovirus?

Sì, l’HIV è un retrovirus, vale a dire un virus che possiede RNA invece del DNA e che, quando infetta le altre cellule, utilizza diversi enzimi della cellula ospite per convertire il proprio RNA in DNA e integrarlo nel DNA dell’ospite.

  • Un pensiero senza domanda: HIV e gravidanze indesiderate potrebbero ridursi se i contraccettivi costassero meno e se ci fosse più sensibilizzazione a partire dall’adolescenza.

Pensiero del tutto condiviso da parte mia. In realtà su internet si possono comprare tanti preservativi a prezzi veramente bassi. Magari sono troppi, ma basta dividere la spesa e i preservativi con qualche amico o amica!

  • Come ha contratto il virus la prima persona affetta da HIV?

HIV, il virus dell’immunodeficienza umana, fa parte di una famiglia di virus a RNA, chiamati Lentiviridae, diffusi nei primati africani. Nelle scimmie i virus prendono il nome di SIV (Simian Immunodeficiency viruses). Nelle scimmie non antropomorfe i virus SIV non sono patogeni, vale a dire non danno alcuna malattia. Le cose vanno diversamente per le due varianti virali che infettano le tre specie di scimmie antropomorfe: scimpanzé, scimpanzé pigmeo e uomo, i quali quando sieropositivi per il proprio ceppo virale, sviluppano l’AIDS (Sindrome da Immuno-Deficienza Acquisita).
Come dunque questo virus delle scimmie è saltato dai cercopitechi agli scimpanzé, e poi dagli scimpanzé all’uomo? Le analisi sulle mutazioni dell’RNA di SIV e HIV ci hanno raccontato tutta la storia. Tutto è cominciato alla fine dell’800. In una qualche foresta sperduta del bacino del Congo. Perché c’è qualcosa che scimpanzé e umani fanno, che ha permesso al virus di mutare e passare da una specie all’altra. Qualcosa di oscuro. Scimpanzé e umani mangiano altre scimmie.
Gli scimpanzé cacciano e uccidono scimmie più piccole. Gli umani, predatori apicali, cacciano e mangiano scimmie non antropomorfe. E scimpanzé. Il virus ha infettato, in qualche momento alla fine dell’Ottocento, le comunità di scimpanzé attraverso il consumo di sangue e carne cruda di scimmia. Il virus si è trovato dentro a una nuova specie di scimmia, più grossa, più lenta a crescere e a morire. E si è trovato bene. Lentamente, per tutta la prima metà del ‘900, si è diffuso tra le comunità degli scimpanzé del bacino del Congo. Poi, a metà del ‘900, tra il 1960 e il 1970, la crescente urbanizzazione dell’Africa centrale, ha aumentato la necessità di carne da parte di una nuova specie di primati. Cosa sia successo possiamo solo immaginarlo, ma le analisi genetiche sulle varianti di HIV rispetto a SIV-c (c sta per chimpanzee, il virus degli scimpanzé, il più vicino al nostro), ci dicono che il salto di specie è avvenuto poche volte, forse una sola. Uno scimpanzé sieropositivo è rimasto preso in un laccio. E prima di essere ucciso, disperato e infuriato, forse ha morso il cacciatore. O durante la macellazione quest’ultimo si è tagliato e il sangue dello scimpanzé é finito nella ferita. Il virus si è trovato così in un altro ospite. Uno scimmione molto simile al precedente come biochimica e citologia, eppure assai diverso come comportamento. Un ospite con potenzialità enormi. Grosse popolazioni. Enormi città. Una vivace vita sessuale. E una spiccata propensione a spostarsi. Da un Continente all’altro. I primi casi accertati di HIV sono stati rinvenuti a Brazzaville, enorme e disordinata megalopoli del Congo. Analisi di campioni di organi paraffinati di pazienti di un affollato ospedale africano, risalenti agli anni 70, hanno rivelato le presenza del virus. In Congo il virus si è adattato alla nuova specie. Silenziosamente. Per oltre un decennio. La gente moriva di polmoniti o veniva consumata dalla dissenteria. Era normale in una megalopoli africana. Nessuno ci faceva caso. Poi molti cittadini congolesi sono emigrati ad Haiti, in cerca di lavoro e di una possibilità per fare fortuna negli USA. Il loro piccolo ospite ha viaggiato con loro. Fiducioso di aver trovato una specie di primate che gli avrebbe offerto grandi potenzialità.
(Risposta adattata da: “Spillover”, di David Quanmen.)

  • In cosa consistono le terapie eseguite sui pazienti affetti da AIDS?/ Quali terapie vengono applicate?

I farmaci utilizzati nella terapia dell’HIV sono i cosiddetti antiretrovirali, farmaci che riescono ad interagire con diverse proteine del virus e riescono a bloccarne la riproduzione, impedendo che questo infetti altre cellule nell’organismo.

  • Quanto costa entrare in terapia se si è sieropositivi?

In Italia (e anche in molti altri Paesi Europei) assolutamente nulla. Il sistema sanitario dispensa gratuitamente i farmaci a chi ha un’infezione da HIV.

  • Come si manifesta l’HIV?

Il primo contatto con l’HIV spesso non dà alcun sintomo; a volte, invece, si ha una cosiddetta sindrome simil-mononucleosica, vale a dire sintomatologia molto simile a quella della mononucleosi, con febbriciattola, spossatezza, linfonodi ingrossati, insomma, può essere scambiata per una banale influenza che dura circa una settimana, per poi passare.

La vera manifestazione dell’HIV è l’AIDS, o Sindrome da Immuno-Deficienza Acquisita. Il nostro organismo, tentando di uccidere il virus (vi ricordo che il virus è un parassita intracellulare obbligato, vale a dire che per sopravvivere e riprodursi deve per forza infettare e stare all’interno di una cellula), distrugge le intere cellule infette. Nel caso dell’HIV le cellule infette sono quelle del sistema immunitario, in particolare i “famosi” linfociti T CD4+.

  • A che punto sono le ricerche sull’HIV e su una possibile cura?

Le ricerche sull’HIV sono in continua crescita, per fortuna. Ormai del virus poco è ancora sconosciuto. Per quanto riguarda una possibile cura, in realtà come per molti altri virus, una vera e propria cura è molto difficile da trovare, perché il virus muta molto rapidamente e perché, comunque, per eliminare il virus dal corpo bisognerebbe eliminare le cellule infette. Cosa che il nostro organismo fisiologicamente fa: solo che le cellule infettate dal virus sono proprio quelle del sistema immunitario (come dicevo sopra) e quindi per l’organismo è una specie di autogol, in quanto cercando di liberarsi da una infezione si indebolisce e si predispone, di conseguenza, ad altre malattie. Malattie che un sistema immunitario ben funzionante evita normalmente, ma che, nel caso dell’AIDS, risulta essere indebolito, e quindi non riesce a combattere a dovere.

  • Come lo scopro?

Immagino si intenda “di essere sieropositivo”: facendo un test per l’HIV.

  • Quanto e come sono veramente a rischio quando faccio sesso non protetto con una persona della quale non mi fido al 100%?

Quanto e come dipende da quanto tu ti esponi e dall’altra persona. Se intendi sapere se sei a rischio, sì, puoi esserlo, dipende principalmente dalle vostre pratiche sessuali.

  • Quali altri metodi di prevenzione ci sono oltre al classico preservativo? / Altri metodi di prevenzione oltre al preservativo?

Esistono altri dispositivi oltre al classico profilattico. Primo tra tutti il preservativo femminile, chiamato Femidon: trattasi di un preservativo al contrario che una ragazza può applicare internamente e che funziona esattamente come il preservativo maschile, vale a dire avvolge il pene ed evita che lo sperma venga a contatto con le mucose. Per i rapporti orali tra donne o comunque praticati ad una donna c’è il Dental Dam, una pellicola che può essere usata per non far venire a contatto la mucosa orale e quella vaginale, ma che permette comunque di praticare del fantastico sesso orale. Per altre malattie da contatto, infine, si possono usare dei banalissimi guanti in lattice (ne esistono alcuni veramente sexy rispetto a quelli venduti al supermercato), che possono essere utili ad evitare di prendere infezioni da contatto mettendo le dita in “antri oscuri” di vario genere.

  • Quanto normale può essere la vita di un sieropositivo?

La vita di una persona sieropositiva che assume correttamente la terapia è normalissima e l’aspettativa di vita è praticamente pari a quella di un sieronegativo.

  • Quali sono le altre malattie sessualmente trasmissibili? E come possono essere trasmesse?

Le infezioni sessualmente trasmissibili sono numerose, anche la semplice influenza può essere considerata una infezione sessualmente trasmessa se si pensa che per prenderla basta venire a contatto con piccolissime gocce di saliva di una persona che ce l’ha.
Per citarne alcune: la sifilide è una malattia causata da un batterio, il Treponema Pallidum, e si prende per contatto con le lesioni causate dalla malattia stessa, il cosiddetto sifiloma o con le gomme luetiche.
Il papilloma virus (HPV) è un virus molto diffuso nella popolazione sessualmente attiva, e si prende anche questa per contatto con la mucosa infetta, o con le lesioni date dal virus. Molto importante controllarsi, in quanto alcuni ceppi del virus possono causare carcinomi della cervice uterina, dell’ano e del retto, e della bocca e della gola. Da un po’ di tempo esiste un vaccino per questi ceppi, distribuito gratuitamente dallo stato a bambini e bambine in età che si suppone sia precedente all’inizio dell’attività sessuale.
Gonorrea e Chlamidia sono altre due infezioni, causate rispettivamente dai batteri Neisseria Gonorreae e da alcune specie di Chlamidia, e che provocano spesso delle uretriti molto fastidiose ma che sono curabili con degli antibiotici.

  • Dopo aver avuto un rapporto non protetto, o essere stati esposti ad un possibile contagio, qual è il tempo di sviluppo del virus? Dopo quanto tempo si può effettuare il test?
    Il virus dell’HIV è un cosiddetto “lentivirus”: dopo una prima fase dell’infezione in cui nel sangue c’è una abbondantissima carica virale, il sistema immunitario solitamente reagisce e riesce a contenere l’infezione, che purtroppo non è mai del tutto debellata (esistono solo due casi finora descritti di completa guarigione dal virus). Il virus entra, quindi, in una fase di quiescenza, per cui molto lentamente, inizia a replicarsi, e i primi sintomi possono presentarsi anche molti anni dopo.
  • Avendo rapporti sessuali con la stessa persona da molto tempo servirebbe comunque fare dei controlli?

Come si suole dire: “Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio!”. Sarebbe opportuno, prima di iniziare a fare sesso protetto con una persona, fare i test per le IST: a volte, infatti, possono non dare alcun sintomo, quindi sembra che la persona stia bene, invece cova quel microorganismo per molto tempo e non lo sa. In più, poi, chi dice che quella persona non abbia altri rapporti con altre persone? E questi altri rapporti, eventualmente, sono protetti? Bisognerebbe parlare e dialogare, senza preconcetti né tabù, di questi aspetti della vita relazionale se si vuole essere realmente consapevoli dei rischi ai quali si va incontro.

  • Possono essere perseguibili legalmente, a livello giuridico, persone sieropositive che consapevolmente trasmettono il virus? Se sì, come?

Lo sono. In quel caso viene imputato il reato di “lesioni gravissime”, e si entra nell’ambito penale, per cui le pene, essendo comunque un reato doloso (si parla di consapevolezza nella domanda), sono parecchio gravi.

  • Quanto costa fare il test dell’HIV in ospedale?

Il test dell’HIV in un consultorio o in qualsiasi reparto di malattie infettive di un ospedale pubblico è anonimo e gratuito.

  • Qual è la probabilità di trasmissione materno-fetale in caso di procedure invasive per la diagnosi prenatale? (Amniocentesi, villocentesi, funicolocentesi)

Se la madre segue la terapia e la carica virale è non rilevabile nel sangue, la probabilità è zero. Se così non fosse, invece, il rischio si alzerebbe, ma già la gravidanza stessa può essere fonte di infezione per il feto.

  • È possibile contrarre l’HIV nei bagni di servizio? / Si può trasmettere una malattia sessuale in un WC pubblico? Grazie

Per quanto riguarda l’HIV, nel caso in cui ci sia un lago di sangue o una pioggia di sperma o di secrezioni vaginali e tu avessi delle ferite aperte e sanguinolente, sì! Scherzi a parte, a parte i casi in cui si ha contatto tra liquidi corporei infetti e ferite o mucose assorbenti (come quella vaginale o rettale), praticamente il rischio è nullo. Per le altre IST, è veramente difficile, ma non impossibile, dato che per alcune si tratta di trasmissioni per contatto tra la pelle o una mucosa e il microorganismo responsabile. C’è da dire, però, che spesso i microorganismi esposti all’aria e senza un ospite, muoiono dopo poco.

  • Baceresti un HIV positivo?

La saliva, e quindi il bacio, non possono in alcun modo essere veicolo di trasmissione del virus, per cui sì, li/le bacerei tutti/e (con il loro ed il mio consenso, ovviamente!).

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