“Racconti delle Ottore” – Autoproduzione di Giacomo Taddeo Traini

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di Enrica Frigerio

1 – Ci descrivi in poche righe il tuo nuovo progetto “Racconti delle Ottore” ? Come mai hai deciso di affrontare la tematica del lavoro?

Si tratta di una raccolta autoprodotta, composta da 5 storie che si ispirano alle serie a fumetti horror degli anni ’40 e ’50, anzi, ne sono un po’ una parodia.

In seguito ad una riflessione – di quelle che di solito ti capitano quando sei in bagno senza nulla da leggere – sull’assonanza tra le espressioni “orrore” e “Otto ore” ho iniziato a ragionare sul fatto che il luogo in cui si lavora può davvero essere spaventoso. Ho quindi cominciato ad appuntarmi delle storie, caratterizzate da un certo tipo di humor nero, di denuncia sociale su come il lavoro viene vissuto ai giorni nostri.
Mi sono sforzato perché passasse il messaggio che non è che lavorare in sé o che certi tipi di lavoro fanno schifo, ma piuttosto che l’ambiente, i colleghi, le motivazioni e l’approccio hanno un ruolo centrale nel benessere delle persone. Questi elementi, se malati, possono rendere tossica la vita lavorativa in qualsiasi campo.

2 – Hai definito questo progetto “una cosa nuova per te”, anche per il tipo di storie che hai creato. Ma noi ci ricordiamo la tua canzone sui rider, quindi non è la prima volta che parli di lavoro e precariato. Ci spieghi cosa intendi per “nuovo”?

È nuovo, in primis, per il format: è un’autoproduzione da 29 tavole, in assoluto la più lunga che abbia mai realizzato. Il percorso editoriale è più consapevole e strutturato, e comprende una campagna promozionale sui social, un lancio e la possibilità di acquistare il fumetto in preorder. Una grande differenza rispetto alle autoproduzioni che ho realizzato negli ultimi anni: storie brevi o brevissime, che venivano partorite in poco tempo e altrettanto rapidamente stampate e messe sui miei banchetti.

Detto questo. No, la tematica non è nuova, l’ho trattata sotto vari aspetti nella musica e nei fumetti, quel che cambia sono i toni e l’approccio.
Stavolta c’è tanta ironia, è tutto molto pop – a partire dal titolo – e meno combat rispetto al giornalismo a fumetti di cui mi occupo di solito.
Stavolta vorrei tirar fuori un’opera in cui la gente possa riconoscersi, di cui possa ridere amaramente ma anche su cui possa fare una riflessione nuova sull’ambiente in cui lavora.

3 – Per ogni storia ti sei ispirato alle esperienze di singole persone o hai raccolto e unito più voci?

Un po’ entrambe le cose, ma devo dire che per alcune storie ho pensato a persone ben specifiche.
Alcune vicende chiaramente hanno anche un grosso filone autobiografico, ma dentro ci sono forti riferimenti a persone che conosco.
Aggiungo che tante esperienze che mi sono state raccontate prima e durante la lavorazione sono rimaste fuori e, chissà, magari saranno materiale per un futuro volume!

4 – Come facciamo per comprarlo?

Facilissimo!

Lo potete ordinare quando volete dal mio sito, insieme ad altre mie autoproduzioni, ma se vi sbrigate e lo comprate entro il 6 dicembre, riceverete anche una stampa in omaggio come partecipanti al progetto di Preorder!

Altrimenti potrete trovarlo ai miei banchetti in giro per gli eventi padovani, sperando che piano piano si ricomincino a tenere con più frequenza!

https://giacomotaddeotraini.blogspot.com/2020/11/shop.html

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