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Racconti e poesie

Ne “Le città invisibili” di Italo Calvino, Marco Polo racconta al Khan di Zenobia, città posta sul terreno asciutto che si erge su altissime palafitte di bambù e zinco, collegata da scale e marciapiedi pensili, una foresta di carrucole, gru e ballatoi. La città non si classifica tra le città felici né tra quelle infelici ma tra “quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare la loro forma ai desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare la città o ne sono cancellati.”
I racconti di Pierluigi Bizzini si sostengono sulle palafitte di Zenobia e corrono tra i ballatoi della città, storie di mutazioni e desideri, in grado di creare e cancellare vite che risuonano nel presente.

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