Resto qui – Marco Balzano

di Enrica Frigerio

“Se per te questo posto ha un significato, se le strade e le montagne ti appartengono, non devi aver paura di restare”.

Resto qui è la storia di due resistenze, una personale e una collettiva.

La resistenza collettiva è quella della comunità di Curon, paese madrelingua tedesco al confine fra Italia, Austria e Svizzera, dove “la storia sembra non arrivare” e la vita è scandita ancora dal ritmo delle stagioni e il lavoro è nei campi e nelle stalle.  

Negli anni venti, la comunità tenta di resistere ai cambiamenti imposti dal regime fascista, che ribattezza con nomi italiani le strade, le insegne dei negozi e le montagne, proibendo agli abitanti di parlare tedesco e di indossare i propri vestiti. Ma, soprattutto, gli abitanti di Curon sono costretti a resistere per anni portando il peso dell’incertezza su quello che accadrà alla propria terra, perché vicino al borgo vengono di continuo avviati  e sospesi i lavori per la costruzione di una diga che causerebbe l’inondazione dell’intera valle, sommergendo e cancellando il paese.

La resistenza personale è quella di Trina, giovane insegnante nata e cresciuta fra le malghe di Curon. Trina resiste al regime insegnando il tedesco ai suoi alunni in classi clandestine nei prati o nei fienili, resiste al dolore per la fuga improvvisa della figlia, che preferisce abbandonare la valle e il paese per trasferirsi in Germania, e a quello per la partenza al fronte del figlio. Trina resiste alla guerra scappando sulle montagne con il marito disertore, resiste ai duri anni del dopoguerra e, quando le acque della diga sono sul punto di sommergere il paese, tenta di resistere con l’unica arma che le rimane: quella delle parole.

Quando decido di accostare il libro ad un vino, mi piace creare un abbinamento che sia in evidente contrapposizione o in completa concordanza. Questo mese ho rigorosamente scelto la seconda. Vi consiglio di accompagnare la lettura con un vino che resiste, ovvero un vino dalla lunga persistenza gustativa (o persistenza gustativa intensa “P.A.I.”), le cui fragranze siano in grado di persistere sul nostro palato per ancora svariati secondi dopo che ne abbiamo buttato giù un sorso.

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