Riflessioni di genere dal quotidiano al mondo del calcio

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di Valerio Adamo

Sarà la fine dell’estate a rendere le nostre riflessioni ancora più malinconiche e tendenti alla tristezza, probabilmente queste settimane in cui si cominciano a redigere i bilanci annuali sui progressi fatti per il raggiungimento dei nostri obiettivi, i saluti di familiari e amici che vanno via dopo un anno pieno di sorprese che, nonostante la pandemia, ha avuto i suoi lati positivi e ci ha forse ricordato quanto sia importante non essere soli al mondo

Un insieme di fattori che combinati, ha sicuramente contribuito al nostro accrescimento e all’accumulo di esperienze da conservare nel loro angolo all’interno del bagaglio della nostra vita. I dettagli, però, fanno sempre la differenza, anche in valutazioni molto ampie, per questo motivo, ho deciso di condividere uno spunto nato dal caso. Nei mesi scorsi ho letto il titolo di un libro che mi ha colpito particolarmente: “Dio è nato donna”, mi sono soffermato a pensare quanto, purtroppo, risulti bizzarra questa affermazione; retaggio religioso, società maschilista ed educazione improntata sul cristianesimo e influenze fasciste, ci danno una visione del mondo in cui l’uomo ha maggiori possibilità di avere successo.

La parità ancora è una chimera, le pari opportunità distano anni luce, ma perché?

C’è chi insiste dicendo che la donna preferisca “governare” l’ambiente domestico, il focolare diventa il suo regno e lì concentra gran parte delle sue energie. Ma la scienza ci spiega come la donna sia più capace dell’uomo nel multitasking perché dotata di maggiori connessioni. No! Niente a che vedere con internet, cari miei, parliamo di cervello: quello della donna è capace di connessioni trasversali tra l’emisfero destro (legato all’intuizione) e l’emisfero sinistro (legato al pensiero logico), mentre studi dimostrano che l’uomo non ne sia capace rimanendo sullo stesso emisfero con connessioni che vanno avanti e indietro. Quindi, continuo a non spiegarmi perché nonostante questo in Europa soltanto il 6,9% degli amministratori delegati delle principali aziende appartengono al sesso femminile. Vogliamo davvero arrenderci dicendo che è sempre stato così? 

Adesso mi rivolgo soltanto agli uomini, non per scortesia nei confronti delle lettrici, ma perché so quali corde toccare per indurre ad una riflessione che magari possa migliorare nel quotidiano ciò che facciamo in merito all’argomento trattato. Avete mai provato a pensare che ognuno di noi ha o ha avuto una mamma che sicuramente stima e vuole bene, oppure una sorella di cui vantarsi, una ragazza da rispettare e amare? Bene, allora pensate sempre che quella donna sottopagata, discriminata dopo un periodo di maternità, relegata a ruoli marginali o troppo legati, a malincuore, più all’immagine che ai contenuti, possa essere vostra madre, sorella,ragazza, amica, compagna, moglie… Come vi sentireste? 

Evito alcun tipo di commento su quello che possa suscitarvi questa riflessione, ognuno di voi la terrà per sé con tutte le emozioni che ne conseguono. Io voglio chiudere scrivendo che le speranze sono le ultime a morire e quest’anno, da Gennaio, anche la Football Association inglese, come quella brasiliana fece in precedenza, ha deciso di pagare alle giocatrici gli stessi bonus e le stesse quote di partecipazione versate ai giocatori, senza alcuna differenza, per aver rappresentato l’Inghilterra nelle varie competizioni europee ed intercontinentali. 

Lo sport anche questa volta ha il compito di abbattere barriere e prendere per mano il cambiamento, anche il nostro sport preferito contribuisce, sperando che le federazioni disposte ad adeguarsi siano sempre di più. Abbiamo bisogno di questa pandemia, dobbiamo infettare tutti con la voglia di uguaglianza morale, reale e sostanziale. 

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