SALMO. Playlist

di Pino Puglisi

Tempo di lettura: 2 minuti

Ormai sono diversi mesi che, per puro caso, mi incuriosisce un artista molto lontano dalla musica che ascolto. Ero indeciso, non sapevo se parlarvene.
Ma credo che adesso sia arrivato il momento.
Ho sempre pensato che dalla musica ci si debba lasciare travolgere sempre, qualsiasi essa sia. Tutto è nato grazie al programma televisivo di Manuel Agnelli, come spesso mi accade  per molti altri musicisti. Mi ha colpito molto la performance live a tal punto da iniziare ad ascoltare altre sue canzoni. Vi devo confessare che per me non è stato facile ascoltarlo, e ancora oggi non tutte le sue canzoni mi fanno impazzire. Però rimaneva quella curiosità che mi stuzzicava ed ho deciso di informarmi meglio su di lui. Molti di voi sicuramente lo conoscono perché i numeri che ha racimolato in poco tempo sono notevoli, conquistando record su record su Spotify, concerti sold out e adesso si prepara per un tour mondiale.

Sto parlando di Salmo, rapper sardo ormai stabile a Milano, ha annunciato il suo ultimo disco Playlist, attraverso una serie di operazioni di marketing notevoli, prima con la sua esibizione improvvisata vestito da barbone a Milano, poi attraverso un video lanciato su Pornhub e infine con il featuring di Coez su Netflix. Parte del successo di Salmo lo si deve alla sua band. Il suo passato rock gli ha permesso un approccio live unico nel suo genere, emerge la batteria con il groove pazzesco di Jacopo Volpe, perfettamente sostenuto dal basso di Davide Pavanello e dalla chitarra di Marco Azara. Del resto, “volevo fare il batterista, suonare in un gruppo rock” è una dichiarazione d’intenti abbastanza chiara

Playlist è appunto una playlist, senza un filone ben visibile o una precisa direzione artistica. Suona un po’ come una raccolta di ciò che funziona, per sfruttare al meglio il meccanismo dello streaming. E sicuramente ha funzionato. Apre l’album la canzone 90MIN, bomba ad orologeria, critica dell’italiano medio, che ha un sound esplosivo. Canzoni come Pxm e Ho paura di uscire racchiudono il marchio di fabbrica di Salmo, testi attuali, ironici e mai banali. Si inseriscono featuring come Tie’, pezzo strumentale con Salmo alla batteria e Dade dei Linea 77 al basso, e Cabriolet con Sfera Ebbasta che appaiono scollati tra loro e dal resto dell’album. 

Salmo è in grado di immaginare un mondo, riempirlo di personaggi e distruggerlo a suon di beat. Ha capito e reinterpretato il periodo storico nel quale vive, è riuscito ad assorbire e far sue le regole del gioco, emancipandosi dal rap di strada senza tradirlo. Un fenomeno che può piacere oppure no, ma che anche solo per curiosità vale la pena ascoltare. Mai chiudere le porta a priori alla musica!

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