Se il mondo scende in piazza per il clima

di Elisa
Di Dio

Capita sì, fortunatamente capita che idee e parole muovano il mondo e le azioni della gente, modifichino atteggiamenti, gusti e pensieri. Due settimane fa raccontavo su questo blog, storie come quella di Ahed Tamimi e di Greta Thunberg (“Il mondo salvato dai ragazzi”, leggi qui). Da lì, da un incrocio casuale di opinioni e di tag, dal fermento dei gruppi giovanili, dai Lakers a Legambiente Enna circolo degli Erei, dalla locale sezione WWF a Slow food Enna, alla federazione degli studenti; tutti si sono dichiarati pronti a raccogliere la sfida di un’azione per lanciare un segnale forte contro i cambiamenti climatici in atto. Un comitato spontaneo, nato nell’arco di poche ore, si è riunito, si è confrontato positivamente con i rappresentanti delle istituzioni, ha creato un ponte di dialogo con le pagine ufficiali attraverso le quali Greta fa conoscere la sua attività. In estrema sintesi partendo dagli hastag #FridaysForFuture, #climatestrike e infine, #schoolStrike4climate, quest’ultimo, in particolare diretto ai coetanei di Greta. Giorno 15 marzo, grazie alle associazioni sopra citate, alle scuole medie inferiori e superiori, ai dirigenti scolastici, ai ragazzi, a donne e uomini di volontà, ci ritroveremo a Pergusa, per manifestare in maniera pacifica, sorridente e sostenibile, per la salvezza del pianeta. Lo faremo insieme a studenti e persone di oltre quaranta paesi sparsi nel mondo.

I Fridays for future sono diventati virali ovunque: le reazioni sono spesso sorprendenti, si va dall’adesione incondizionata e positiva, alla diffidenza, sino alla diffamazione vera e propria. Del resto sui social è facile approdare a eccessi che comprendono odio, disinformazione, ipotesi di complotto. Leggo in queste ore una serie di illazioni sulla giovanissima attivista svedese: secondo alcuni sarebbe manipolata dagli adulti, dalla madre a caccia di lettori per il suo libro di prossima uscita e cose del genere.

Su un altro versante, invece, leggo, perplessa, del neo eletto segretario del PD, Zingaretti, che da un lato ha dedicato la sua vittoria a Greta, poi però è volato a Torino, a mostrare il suo incondizionato sostegno alla TAV, la cosa certo possiede un quid ineffabile di ossimorica contraddizione, dato che studi scientifici seri dimostrano l’impatto dannoso a lungo e breve termine sull’ambiente dell’alta velocità. Il fatto che esista un movimento No Tav, al di là delle prese di posizione dei partiti, un qualche pensiero dovrà pur suscitarlo. Senza contare che il buon Nicola, alla sua prima uscita ufficiale, si sarebbe potuto sforzare di dire, citando Nanni Moretti, qualcosa più di sinistra. Tant’è, staremo a vedere. Un fatto è certo, la politica arranca su questioni di rilevante valore per il futuro, invece i movimenti d’opinione, i giovani, la variegata galassia ambientalista si muovono. C’è chi, senza ipocrisie e improbabili equilibrismi, agisce, marcia, protesta, scrive, guarda negli occhi il volto oscuro e ambiguo del potere di questo tempo e dice “Cari potenti, ci avete deluso”; ecco, in questo consiste lo splendore della disobbedienza di Antigone, la ribellione come germe connaturato alla giovinezza, la fiducia nel cambiamento che parte dal basso, perché in alto sembra che il potere tolga lucidità e ammazzi lo spirito di condivisione. Penso a questo, mentre invito tutti a esserci il 15 marzo a Pergusa.

Anche il luogo non è casuale.

Pergusa è un’area umida di eccezionale valore, transito di stormi di uccelli che prima di giungere al tepore dei cieli d’Africa, trovano questo specchio d’acqua nel cuore dell’isola, e qui sostano e si riposano; è luogo dove specie vegetali e arboree raccontano il passato lontano del territorio, e intanto regalano respiro a tutti noi, è un insediamento con una storia di presenze illustri, da Federico II di Svevia, ai classici, agli storici della Sicilia, Littara e Fazello, agli archeologi, alla nobiltà locale, che ha lasciato dimore, casine di caccia, testimonianze materiali.

Pergusa è la densa, imperscrutabile ricchezza del mito, è Kore, la fanciulla divina rapita da Ade, è Demetra che invoca la figlia perduta e mentre conduce la sua ricerca, regala al mondo l’agricoltura, strumenti e pratiche in possesso dei popoli mediterranei da tempo immemore.

Pergusa è tutto questo.

Dovrebbe essere il nostro vanto, la terra da schiudere alla vista di visitatori golosi di bellezza, storia, narrazioni, paesaggi, la terra impareggiabile dentro cui rigenerare corpo e anima. Invece, oggi Pergusa è, purtroppo, lo spazio in cui l’inciviltà di tanti lascia sfregi indegni, sotto forma di rifiuti di ogni genere, abusi, incuria, inquinamento dell’acqua, del suolo e dell’aria. A tutela di questo sito ci sono realtà cariche di entusiasmo e competenza, penso a Villa Zagaria, antica casina di caccia, oggi di proprietà del Libero Consorzio dei Comuni della ex provincia di Enna, dove si trova un campo di germoplasma, con più di quattrocento varietà di specie di ulivi provenienti da tutto il mondo, penso a Legambiente, alle sue numerose iniziative, ai Lakers, volontari che mettono a disposizione il loro bagaglio di competenze professionali per la conoscenza e il rispetto del lago.

Per quanto mi riguarda, non dimenticherò mai un laboratorio teatrale tenuto anni fa, nei pressi del Visitor center, con ragazze e ragazzi, bambini in età prescolare e persone avanti con gli anni. A guidarci quella volta fu il testo di Clarissa Pinkola Estes, Donne che corrono con i lupi, straordinaria raccolta di fiabe e Miti, fra cui quello di Kore. Il nostro training avveniva tra gli alberi, con la vista sul canneto, sotto l’abbraccio dei salici, e alla fine, qualche sera dopo, alla luce di una luna curiosa, abbiamo raccontato il mito, commossi e un po’ increduli di far parlare la dea sulle rive del suo lago.

Il 15 marzo si partirà dal gesto più semplice, eppure fondamentale, segno di un amore che parte dalle radici. Si pulirà l’area intorno al lago, perché come dice Marco Greco, rappresentante della federazione degli studenti: “Chi pulisce un luogo, la volta successiva non lo sporcherà più”. Ci saremo perché se non ci siamo adesso, fra dieci anni, o forse meno, non ci verrà data una seconda possibilità.

Sarà troppo tardi.

E voi aderirete? Ci sarete? Ve lo chiedo dallo spazio sano, libero, di Terra Matta, che sempre mi dà la possibilità di fare la disobbediente per pretendere aria, cieli puliti, Vita, per chi verrà dopo di noi.


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