La fabbrica del vinile. Portishead-Dummy

Metti un sabato pomeriggio in cui hai bisogno di un po’ di relax, metti una giornata grigia, un’Italia invasa dal gelo al nord e dallo scirocco al sud. Metti un bel vinile e tutto cambia, Portishead – Dummy.

Un gruppo che nasce dall’incontro tra Geoff Barrow, remix producer, polistrumentista che ha lavorato con i Depeche Mode, collaboratore dei Massive Attack, e Beth Gibbson cantante esile e timidissima, ma con un fuoco soul nelle vene, nascono così i Portishead. Ai due si affiancano il tecnico del suono Dave McDonald e il chitarrista Adrian Utley, dando vita ad un vero e proprio progetto artistico curato fin nei minimi particolari. In una Bristol divisa in due, con da una parte la frenesia techno che dilaga e dall’altra il trip-hop, nasce una musica atmosferica, da “trip” che rallenta le pulsazioni hip-hop, con i bassi dub che entrano nello stomaco.

L’album Dummy esce nel 1994, ormai viene definito come un “classico moderno”, un disco senza tempo, in bilico tra passato e futuro, mentre lo ascolti ad occhi chiusi puoi immaginare facilmente un film in bianco e nero, una sequenza di una spy-story o di un thriller, si tratta di un disco cinematografico, ma che starebbe bene anche come sottofondo ad un viaggio notturno o a un incontro d’amore. Giri di chitarra che richiamano spaghetti Western, archi, bassi, sintetizzatori, Hammond che, uniti con la fantastica voce di Beth, creano un connubio perfetto per far volare via tutti i pensieri e farti viaggiare verso orizzonti lontani. Purtroppo si arriva alla fine del viaggio, si conclude con Glory box e non era possibile chiudere in maniera diversa, la canzone è un capolavoro che sembra studiato nei minimi dettagli, un suono che ti riscalda e ti avvolge… Ma il viaggio continua, questo è solo l’inizio…

Per l’ascolto del vinile è stato utilizzato un Teac TN-300, giradischi a cinghia con testina Audiotechinica AT 95.

Pinosdr

Rispondi

Chiudi il menu
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: