SICK TAMBURO – Un giorno nuovo

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di Pino Puglisi

Parlarvi di questo gruppo fa un po’ strano… Però un po’ come tutte le scelte che faccio per scrivere questi articoli, arriva per caso, deve esserci qualcosa che scatta dentro di me per cercare di trasmettere qualcosa. Oltre ad apprezzare l’aspetto musicale mi piace spulciare la storia dei vari artisti che ascolto e la storia del gruppo di cui vi voglio parlare è veramente molto intrigante. Sono un gruppo musicale alternative rock formato nel 2007 da due musicisti, in precedenza membri dei Prozac+: Gian Maria Accusani (voce e chitarra) ed Elisabetta Imelio (voce e basso), precocemente scomparsa nel febbraio di quest’anno.
Bene adesso avete capito che sto parlando dei Sick Tamburo.

Al loro esordio appaiono con delle maschere bianche per celare i volti, decidono di darsi dei nickname, Gian Maria sceglie Mr Man ed Elisabetta Boom Girl. Dopo qualche esibizione vengono riconosciuti, ma, per motivi estetici, decidono di utilizzare dei passamontagna durante le esibizioni sul palco, scelta che gli permetterà di continuare a “giocare” con i loro pseudonimi.

Mi è piaciuta molto la loro risposta a una domanda fatta durante un’intervista sulla rivista “XL” nel 2017:

Letteralmente il vostro nome significa “tamburo malato”, una sorta di bidone in cui converge tutto il disagio della società. Nel corso di questi anni avete avvertito qualche cambiamento o viviamo nei soliti, ripetitivi problemi?
“I problemi sono sicuramente ripetitivi. Quello che può cambiare è la visione personale di questi. Se ti capita di guardarli con un occhio diverso, spesso questi stessi si semplificano o comunque è più facile trovare una sorta di soluzione. Quando si guarda con lucidità, anche le cose peggiori possono essere gestite meglio. Quindi, più che aver visto cambiamenti, abbiamo iniziato a guardare le cose in maniera diversa. E questo è un grande cambiamento”.

Per conoscere meglio i Sick Tamburo ho deciso di parlarvi dell’album Un giorno nuovo, che mi ha attratto fin dall’inizio con l’omonimo singolo di apertura dell’album. 

“C’è freschezza nell’aria e una sorta di amara malinconia.
è un giorno nuovo e qualcosa di nuovo arriverà”

Inizia così questo album, sembra una frase perfetta. Siamo nel 2017 ormai sono passati molti anni dai Prozac+, ma i Sick Tamburo rimangono fedeli alla loro musica, suonano e vanno dritti per la loro strada senza troppi ragionamenti o sovrastrutture, senza farsi coinvolgere dalle nuove mode musicali. Chitarra, basso, batteria e un po’ di elettronica messa lì molto semplicemente.

Nonostante questo, le voci di Gianmaria ed Elisabetta sono sempre bellissime, hanno un timbro vocale e un modo di cantare così personale e chiaro che ti porta via. I testi sono sempre un mix di dolce e amaro, tra il disagio e il sogno. Sembra di aver ascoltato le loro canzoni, ma hanno delle nuove parole che ti dicono sempre qualcosa. C’è della malinconia, ma soprattutto si sente la voglia di prendersi tutto quello che si ha e che si può avere, la passione, l’amore, la voglia di scoprirsi, di scappare, di essere veri in quello che si prova. È chiaro che i testi parlano da sé, non rimane che spulciarli!

Il loro pensiero è racchiuso nell’immagine della copertina dell’album che lascia pochi dubbi: la vita continua nonostante sullo sfondo ci sia uno scenario apocalittico.

Buon ascolto! 

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