Sindrome da Nobel – Il falso potere dell’infallibilità

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di Salvo Balistreri

Il Premio Nobel è uno dei premi più prestigiosi e importanti a livello mondiale. Viene assegnato a persone viventi che si siano distinte per aver apportato “Benefici all’umanità”.

Poco prima della sua morte nel 1896 il chimico svedese Alfred Bernhard Nobel inserì nel suo testamento la volontà di destinare le sue fortune alla nascita di una Fondazione per istituire il famoso Premio. I Premi sono destinati a coloro che si sono distinti nel campo della chimica, della fisica, della medicina, dell’economia (aggiunto in seguito dalla Banca Centrale Svedese), della letteratura e, infine, a coloro che hanno contribuito allo sviluppo pacifico della società civile a livello globale. 

La cerimonia di assegnazione avviene il 10 ottobre, giorno della morte del suo ideatore, a Stoccolma tranne per il Premio Nobel per la Pace che viene assegnato a Oslo come da volontà testamentaria di Nobel. Oltre a ottenere grande prestigio, il vincitore riceve un notevole contributo in denaro che si aggira intorno ai 900.000 euro.

Alfred Nobel si arricchì moltissimo grazie ai brevetti di esplosivi, tra cui la famosa dinamite. Leggenda vuole che dopo la morte del fratello, avvenuta in un’esplosione, il chimico svedese si sia reso conto di aver contribuito a sviluppare un potentissimo strumento di morte e, in quell’occasione, abbia deciso di istituire il Premio per essere ricordato come filantropo e non come spietato industriale.

Abbiamo brevemente spiegato cos’è il premio Nobel, perché è stato fondato, a chi viene attribuito e cose ottiene il beneficiario. Arriviamo, dunque, al succo del mio pensiero, vale a dire:

all’essere umano che viene insignito dell’alta onorificenza del Premio Nobel non viene assegnato il potere dell’infallibilità.

Anzi, nel corso di più di un secolo di storia, i vincitori si sono resi protagonisti di numerosi scivoloni fino alla creazione del termine “Sindrome da Nobel” (Nobel Disease) da parte di David Gorski, chirurgo, oncologo e professore americano, impegnato contro la disinformazione.

Luc Montagnier

Negli ultimi giorni ha fatto il giro del web un video dove il vincitore del Premio Nobel per la Medicina del 2008, Luc Montagnier, per la scoperta, l’isolamento e la sequenziamento del virus HIV, si lanciava in dichiarazioni che definire avventate è dir poco. Secondo il famoso chimico francese, il virus SARS-CoVid 2, che sta tenendo il mondo sospeso in questo inizio 2020, conterrebbe pezzi di sequenze identiche a quelli dell’HIV1, e tale evidenza porterebbe come conseguenza la certezza che il virus sia un prodotto di sintesi di un qualche laboratorio che stava lavorando al vaccino contro l’HIV.

Se senti dire a colui che ha scoperto il virus dell’HIV, per il quale ha ricevuto anche prestigiose onorificenze, che l’attuale Coronavirus contiene dei frammenti di RNA riconducibili a virus conosciuti dall’uomo non puoi far altro che crederci, se in più il video in questione ha milioni di visualizzazioni allora deve essere certamente vero, se ogni tuo contatto ha in qualche modo ricevuto questa informazione vorrà dire che le dichiarazioni si basano su importanti studi condotti da brillanti scienziati.

Invece…

Invece no! Le parole del professore si rifanno a un articolo indiano pubblicato qualche mese fa e poi subito ritirato a causa delle innumerevoli inesattezze, per poi essere nuovamente pubblicato su una rivista “predatoria”.
Cos’è una rivista predatoria, o predatory journal?
Ecco, qui si apre un mondo. Queste riviste sono le principali fonti di alimentazione delle più grandi teorie complottiste degli ultimi tempi. Dovete sapere che uno studio scientifico, affinché possa essere pubblicato, deve fornire dei dati ripetibili, questi verranno poi sottoposti a revisione da parte di altri studiosi (reviewers) e in caso di parere positivo potranno essere, infine, approvati. Questo processo non è previsto sui predatory journals, sulle loro pagine è possibile pubblicare qualsiasi cosa attraverso pagamento di qualche migliaia di euro.

Capite dunque che se la vostra ricerca ha basi scientifiche solide non ha senso che voi paghiate perché possa essere resa pubblica. Farebbero a gara per pubblicare una scoperta di tale importanza. Tra l’altro nella comunità scientifica un articolo proveniente da queste fonti viene considerato spazzatura, quindi non è il luogo idoneo per pubblicare uno studio che potrebbe essere di importanza vitale per la nostra società.

Il professor Montagnier dovrebbe capire il potenziale nocivo delle sue affermazioni e non creare queste enormi bufale. D’altronde non è la prima volta che si lancia in dichiarazioni sgangherate e pericolose. Ad esempio nel 2000 affermò che l’HIV può essere trasmesso attraverso i baci o addirittura attraverso gli starnuti. Dichiarazioni come queste, oltre a non avere alcun fondamento, possono rendere ancora più complessa la vita di persone sieropositive che devono quotidianamente combattere contro pesanti stigma che rendono la loro normale socialità complessa.

Vincere un Premio Nobel non ti dà l’autorità di sparare qualsiasi fesseria ti passi per la mente, al contrario dovrebbe trasmettere al vincitore una maggiore responsabilità vista la maggior risonanza mediatica acquisita.

Kary Banks Mullis (1944-2019)

Come accennato in precedenza, Montaigner non è l’unico, si trova in ottima compagnia. Vi lascio questo articolo pubblicato qualche mese fa sul nostro blog che parla del professor Mullis, vincitore del premio Nobel per la Chimica per l’invenzione della PCR (strumento fondamentale in qualsiasi laboratorio di biologia) che tra le altre cose affermava di essersi accoppiato con procioni fluorescenti alieni (leggi l’articolo qui).

La sequenza genetica del Covid è del tutto nota, sono stati scritti numerosi articoli che mostrano come le mutazioni siano del tutto casuali e il virus sia arrivato all’uomo partendo dal pipistrello e compiendo vari “salti di specie”. In questo momento si pensa che possa essere il pangolino l’animale dal quale il virus ha compiuto lo spillover, ovvero il salto che ha portato il virus a contagiare l’essere umano.

Esemplare di pangolino

*Questo articolo è stato inspirato dalla volontà di rispondere a tutti i miei contatti che hanno condiviso il video sopracitato e dalla bella ed interessante risposta dello youtuber e divulgatore Barbascura X dottore in Chimica. Nella pagina successiva riferimenti e link utili.

Questo articolo ha 4 commenti.

  1. Sarebbe ora di ripensare un minimo la struttura del premio Nobel per considerare i lavori di squadra!

    1. Salvo Balistreri

      Avevo pensato di affrontare l’argomento ma poi ho preferito restare sul tema caldo. Concordo che sarebbe opportuno riconsiderare la struttura dell’assegnazione del premio e prendere in considerazione i lavori di squadra.

  2. Simona Sissi

    Bell’articolo! Riflettere criticamente sulle informazioni e verificare le fonti è la chiave!

    1. Salvo Balistreri

      Grazie Simo, sì, le fonti sono sempre da controllare. Più in generale bisognerebbe fare più formazione ed educazione.

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