Sliding Doors di Peter Howitt

di Salvatore
Di Venti

Titolo originale: Sliding Doors

Paese di produzione: Stati Uniti d’America, Gran Bretagna

Anno: 1998

Durata: 99 min

Genere: commedia, drammatico, sentimentale

Regia: Peter Howitt

Soggetto: Peter Howitt

Sceneggiatura: Peter Howitt

Nel mezzo del cammino della mia vita mi ritrovai in una stanza buia, che la diritta via era smarrita e la tv accesa.

Lasciando la via della sicurezza, della certezza e della voglia di fare a favore di quella dei “se e forse” mi ritrovo sdraiato in un letto, immerso nella spasmodica ricerca di inesistenti risposte e a guardare un vecchio film di Peter Howitt: Sliding Doors.

Commedia dai toni leggeri e a volte anche ironici ci racconta, con l’utilizzo di due filoni narrativi destinati a intrecciarsi, la vita di Helen interpretata dalla bella Gwyneth Paltrow. La pellicola ci mostra come sarebbe stata la vita di Helen se ritornando a casa, dopo il licenziamento, avesse perso la metro o viceversa come sarebbe proseguita se fosse riuscita a prenderla al volo.

A intrecciarsi sono anche le mie idee e quelle del regista, lui con una chiara visione sul destino e sulla sua influenza nelle nostre scelte, io confuso e un po’ incredulo, che mi trovo spesso a domandarmi “poteva andare diversamente?” e ad affibbiarmi colpe ingiuste facendomi credere di essere sempre in difetto.

Il film mette in evidenza come probabilmente potremmo anche riuscire a far andare diversamente le cose, ma comunque queste prenderebbero la strada che più si addice al nostro assetto spirituale e caratteriale. Viviamo di abitudini e illusioni, ma ci siamo mai chiesti quanto faticoso potrebbe essere prendere coscienza del nostro posto nel mondo e avere consapevolezza di ciò che siamo e di cosa ci rende felici? Quanto potrebbe risultare difficile concentrarci solo su noi stessi senza dover necessariamente riflettere nella vita altrui?

La scena finale sblocca definitivamente la mia chiave di lettura sullo stesso film e sul ruolo del Signor Destino nella mia vita sentimentale, portandomi alla conclusione che non è la vita che decide per me, ma sono io stesso che le ho offerto la possibilità di “aiutarmi” nelle scelte quotidiane, evitando le strade probabilmente troppo lontane dal mio carattere. E in fin dei conti posso tranquillamente affermare che le scelte fatte finora non mi sono affatto dispiaciute.

A voi la visione, un film per niente noioso, anche divertente e soprattutto una vecchia visione sul moderno comportamento di parecchi giovani.

Scappo a prendere il bus, chissà se dovrò perderlo o arrivare in tempo a lavoro. La macchina è per la terza volta in 10 giorni dal meccanico, secondo voi la vita mi sta dicendo di cambiarla?

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