Son’s of Kemet. Limone, musica all’agrodolce.

Your queen is a Reptile

Genere : Non lo so, ma oltre il Jazz
Difficoltá di ascolto*: difficile, richiede pazienza
Ambiente**: Anche questo non lo so

Scusate la misera descrizione e l’inizio dell’articolo con la parola “scusate”. Lo so, non promette bene, ma quello che vi sto proponendo è un album limonosissimo, pieno di significato, e credo non si possa o si debba categorizzare. “Your Queen is a Reptile” dei Son’s of Kemet, prodotto dalla Impulse Records (nonché produttori di Coltrane e Mingus tra gli altri).

Partiamo dal nome della band. Kemet è una parola che deriva dall’egiziano arcaico e vuol dire “nero”. Anticamente si riferiva ai depositi scuri rilasciati dalle inondazioni del Nilo che si ritenevano rendessero molto fertile la terra. Quindi, Son’s of Kemet, figli della terra nera, della terra fertile. Il nome é giá come un riferimento alla tematica della ricerca delle proprie origini.

La band nasce e cresce a Londra, città metropolitana che, con le buone o le cattive, fonde culture e tradizioni. È di Londra anche Doreen Lawrence, alla quale è dedicata l’ultima traccia dell’album “My Queen is Doreen Lawrence”. Doreen é la madre di Stephen Lawrence ucciso per strada da cinque ragazzi bianchi. Dopo la morte del figlio, Doreen ha promosso con successo una riforma del sistema di polizia del quale il figlio è stato indirettamente vittima.

Ogni traccia dell’album è dedicata a donne che come Doreen Lawrence hanno combattuto attivamente la schiavitù, l’apartheid e il razzismo e sono state simbolo del femminismo nero. Le tracce sono intitolate con la formula “My queen is …” seguite dal nome della donna.

Come le donne a cui sono dedicati, tutti i pezzi rivelano una tensione, spesso in crescendo. Le due batterie e la tuba creano dei ritmi reggae, tribali e caraibici molto coinvolgenti, sicuramente ballabili durante un loro concerto. Il suono del sassofono e la tuba accompagnano e travolgono, ma diventano martellanti e intensi. Il sassofono ha un suono acuto molto stridente, e direi “acido”. Immagino che il suono del sassofono sia un riferimento alla vita di queste donne che hanno vissuto in stridente contrapposizione col sistema nel quale vivevano.

I pezzi raccolgono molti generi, senza soffermarsi su uno in particolare, coinvolgendo e amalgamando stili e culture diverse, aggiungendo anche tocchi elettronici. Tutto è espressione di una ricerca al multiculturalismo ed anche per questo motivo questo album deve essere decantato e poi bevuto poco alla volta.

In una sua intervista, il sassofonista e leader della band, Shabaka Hutchings spiega il titolo dell’album “Your queen is a Reptile”. Shabaka la intende come una provocazione per iniziare un dialogo sulle donne che sono state fonte di ispirazione, che hanno condotto battaglie anti-imperialiste o sono state leader o simboli di resistenze. Shabaka prosegue “normalmente si tende a pensare che atti di liberazione e guerre civili sono il ruolo dell’uomo, e la donna supporta. Ma ci sono state molte occasioni dove è stata la donna ad aver combattuto in prima linea”. Insomma Shabaka e i Son’s of Kemet, fornendo la descrizione delle loro regine, ci chiedono “come la tua regina?”

Andrea Arangio

Your queen is a Reptile

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