Teatro in rete e la forza fragile della Poesia

  • Post Comments:0 Commenti
di Elisa Di Dio

Teatro in rete e la forza fragile della Poesia

Ripartiamo, stando fermi, balzando sui pixel della rete, sperando di intercettare altri occhi, ombre come noi chiuse nel perimetro dettato da questo ennesimo contenimento.

La quarantena protratta genera incubi, sogni slabbrati, ipotesi di nulla.

Come si può pensare al Teatro, alla vita di ieri, ai gesti che credevi scontati e che ora non lo saranno più per chissà quanto?

Tutto è partito a settembre.
Paola Benintende è un’amica e una collega, rimasta folgorata nei suoi anni di studio e lavoro a Perugia dall’esperienza di un laboratorio teatrale guidato dal regista e attore Federico Barsanti. Adesso che è ritornata vorrebbe ricominciare. Sa di me, sa di noi della Compagnia dell’Arpa e così, insieme, cominciamo a progettare un laboratorio in presenza. Telefonate, sopralluoghi, rapido giro dei contatti: tutto sembra pronto, si può partire per questa ennesima avventura. Intanto i contagi salgono, l’argine che sembrava potesse reggere in estate, si frantuma, la curva risale, i numeri preoccupano. Ritornano le restrizioni e le regioni divise in colori. Finisce il sogno di un laboratorio in presenza. Dopo qualche settimana, Edwige Terranova del Circolo di cultura di Barrafranca, insieme a Paola, ritorna a farsi sentire. L’idea è quella di ripartire dal web, sperimentare un assaggio di laboratorio e preparare il teatro che verrà.

Nasce così

CON PLOT TEATRO, da Teatri Ibridi e dalla Compagnia dell’Arpa,

Il Teatro con una Storia dentro

Facciamo nascere questo tentativo dalle parole oramai aggredite, consumate dall’uso rabbioso compulsivo della quotidianità Il mondo, a misura di virus, nostro malgrado, si spiega con nuovi termini. Partiamo da quelli per sgretolarne il significato corrente e immaginare nuovi scenari. Ecco il nostro testo – manifesto

CON

PLOT

TEATRO

Non inganni il suono; si guardi alla forma e al cuore. Plot è la trama, il groviglio vitale di ogni storia. Nel teatro di ora e in quello che verrà, vogliamo trovare storie che parlino di noi.

L’unico complotto che riconosciamo è quello che si organizza per tenere vivo il teatro, il suo pubblico, la sua forza.

Per una prassi della scena senza scena

Sul web come in nave, verso altri approdi

Traghettare sulla Pandemia

Con attacchi virali di Teatro

Curando l’anima al tempo del Covid

Tessendo tele di palcoscenico.

Teatro e Futuro: il palco che sarà

Un’ipotesi di messa in scena senza scena. Lanciare il cuore oltre l’ostacolo si può, per farlo atterrare sul palco che verrà. Il Teatro è l’arte del possibile. E ora, anche dell’impossibile. Ridere, piangere, sperare. Progettare, ricostruirci, ricostruire.

Penelope c’è

Penelope siamo noi. Che abbiamo smesso di aspettare Ulisse e siamo qui, ora, per cucire e ricucire il filo strappato della Storia

E preparare il Teatro che verrà

La compagnia dell’ARPA incontra cercatrici e cercatori di teatro al tempo dei teatri chiusi per virus.

Tre incontri sul web per pensare ed essere il teatro che verrà

IL PRIMO INCONTRO

Il primo incontro avrà luogo il 5 Dicembre. Sarà guidato dalla sottoscritta. Parleremo del:
Teatro e dell’ Ombra del corpo. Sarà una breve introduzione alle attività del laboratorio come Luogo delle Infinite possibilità

Parleremo, ancora e soprattutto lavoreremo su Respiro, Sguardo, Voce. Ci chiederemo cosa ce ne facciamo del corpo e delle sue infinite seduzioni quando ci troviamo davanti a una webcam. Passeremo poi a indagare il rapporto fra Corpo e Poesia. Con un modulo intitolato

CUCIRE E RICUCIRE IL FILO STRAPPATO DELLA STORIA

Penelope, o dell’attesa che prepara il futuro.
Riflessione su IL CANTO DI PENELOPE DI M. ATWOOD. Sì, proprio lei, l’autrice de I diari dell’Ancella, ha scritto un’opera che mette al centro l’eroina dell’epos omerico per farne il modello dell’attesa attiva, che costruisce se stessa e smette di vedere in Ulisse l’unico punto possibile di riferimento

IL SECONDO INCONTRO

si terrà il 12 Dicembre. Si parlerà di

Cosa leggere, come leggere, come braccare l’emozione e farla nostra partendo dal testo. Il gruppo incontrerà FEDERICO BARSANTI che metterà in campo

LA SUA STRATEGIA POETICA partendo dalla lettura dei testi di Wislawa Szymborska. Infine, la chiusura del breve corso, avrà luogo il 19 dicembre, con il terzo incontro su EMILY DICKINSON, la ragazza che ha scelto il mondo “dentro” e il colore bianco come colore “contro”. Si parlerà della poesia che libera e lenisce. A condurre la conversazione sarà la professoressa Loredana Trovato dell’Università di Trieste, specialista di Lingua Francese, ma da sempre appassionata lettrice della poetessa americana.

Quello che ho cercato di descrivere è un percorso per ora solo immaginato e condiviso. Tra qualche ora sarà realtà e saprò dire e definire meglio se quello che abbiamo immaginato è utopico o semplicemente distopico e velleitario.

Perché di questo si tratta: di teatro al tempo dei teatri chiusi.

Si può?

Sinceramente non lo so.

Chi ci conosce e ha frequentato i nostri laboratori sa quanto siano importanti per noi il contatto, l’interazione fisica, la forza dei gesti.

Sarà tutto nuovo. Sarà una sfida.

Saremo dentro questo esperimento

Saremo l’esperimento.

Corpi in cerca di aria, voci pronte a risuonare, luce dopo il buio, approdo dopo un naufragio, sguardi dopo la solitudine.

Immagineremo il mondo come sarà dopo questo tempo, affidandoci alla forza fragile della Poesia

Già solo per questo io dico che bisognerà esserci

Elisa Di Dio
Per iscrizioni e informazioni
Tel. 338 430 3048

Rispondi