UN GIORNO DI PIOGGIA A NEW YORK di Woody Allen

di Andrea
Lo Gioco

Con il suo ultimo film, Woody Allen è ritornato alla commedia romantica che aveva caratterizzato molti suoi capolavori, come Io ed Annie e Manhattan, con musa ispiratrice la sua città, “The city that never sleeps”. New York è il perfetto scenario in cui tutto può accadere, dove non esiste una logica programmata ma una coinvolgente frenesia pronta a trascinarti in un vortice di lucida follia emotiva e creativa. Allen regala una magia intensa alla città, grazie anche alla bellissima fotografia di Vittorio Storaro: l’uso di colori accesi e tenui, uniti alla pioggia incessante, conferiscono un’atmosfera particolare. Ogni scorcio di New York ha una sua storia, una sua anima e tutto si complementa con i personaggi e i loro caratteri. Il giovane Gatsby (un bravissimo Timothée Chalamet) è la perfetta nemesi del regista, ciò che egli vuole trasmettere del proprio essere allo spettatore, nevrosi ma anche coraggio di agire. 

Non manca ovviamente l’umorismo diretto in pieno stile “Alleniano”, critico verso alcuni stereotipi imposti dalla società, con dialoghi profondi e sarcastici. 

Una profonda riflessione sull’effetto delle coincidenze, sull’istinto come linea guida pronta a sorprenderci. La pioggia, simbolo di cambiamento e nuove prospettive, che cancella il passato per un presente da vivere consapevolmente e un futuro tutto da scoprire.

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