La fabbrica del vinile. Joan as a police woman.

Quando per puro caso ti capita di ascoltare un’artista che non hai mai sentito, che ti rimane in mente anche dopo diversi giorni, senza nemmeno accorgertene, ti rendi conto della potenza della musica. Hai quelle note che ti risuonano in testa, quel ritmo, qualche parola particolare che più ti è rimasta impressa, ma ti è sfuggito il nome dell’artista sentito alla radio , non lo ricordi e allora ricorri all’aiuto di tutta la tecnologia possibile, cercando in tutti i modi di rintracciarlo, perché vuoi ascoltarlo e saperne il nome. Ed è successo così, per puro caso, con Joan as Police Woman, ascoltando un suo brano che mi è rimasto in mente, “Tell me”. Assolutamente da ascoltare!

Prima di diventare Joan as Police Woman, la cantautrice americana Joan Wasser non aveva ancora mai provato a cantare, suonava il violino in diverse band, senza essersi mai avvicinata ad un microfono. Joan è stata la compagna di Jeff Buckley. L’improvvisa morte del cantautore la portó in una condizione di  disperazione che sembrava incurabile, quel dolore fu la chiave di volta per scoprire la sua voce che altrimenti non sarebbe emersa soltanto attraverso il suono e la musica del suo violino e la collaborazione con altri artisti.

Joan non è mai stata una semplice violinista, ha sempre cercato di dare un ruolo diverso al violino, odiava fare la melodia. Arriva il primo album, “Real Life”, è proprio da questo che ho deciso di iniziare, uscito nel 2006, la faccia di Joan in copertina sembra cattiva, questo album racchiude musiche sensuali e coinvolgenti. Maturo fin dall’inizio, d’altronde lei è già musicista, dopo aver lavorato a fianco di Lou Reed, Elton John, Scissor Sisters, Antony and the Johnsons e tanti altri.  Il taglio di questo album è molto vicino alla musica nera, di rock non c’è molto, almeno non nella velocità o nei suoni chitarristici, però c’è tanta carica nella sua voce, c’è tanta seduzione progressiva. Pian piano si entra nelle atmosfere notturne che racconta. Per rompere il ghiaccio la prima canzone, “Real life”, solo voce e piano, ti mette in stretto contatto con Joan, per poi passare subito a “Eternal Flame” dove si inseriscono Rainy Orteca al basso e Ben Perowsky alla batteria, l’album è composto da diversi ospiti che lo rendono ancor più intenso. Un album tutto da ascoltare ma soprattutto da conoscere perché è negli ascolti successivi al primo che si può apprezzare al meglio l’intento di Joan Wasser. Buon ascolto! 

dav

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