La fabbrica del vinile. The Rolling Stones – Sticky Fingers

 

Quando ti catapulti nel mondo del vinile e non hai a disposizione una collezione già avviata ti trovi davanti ad una scelta: da quale vinile inizio per creare il mio personale archivio? Ormai con l’avvento del digitale puoi scegliere in meno di un paio di secondi la musica da ascoltare e se non ti piace “skippi” e vai oltre, con il vinile si torna indietro, vai alla ricerca di un determinato album, di un artista, o di un genere, io ho fatto la mia scelta: Sticky Fingers dei Rolling Stones.

Dopo aver scelto e acquistato il vinile arriva la parte migliore: l’ascolto! Capisci subito che hai fatto la scelta giusta appena inizia “Brown Sugar”, il sound inconfondibile dei maghi del rock and roll, le chitarre graffianti di Keith Richards e Mick Taylor, la puntualità inesorabile del basso di Bill Wyman, il battito di Charlie Watts e infine la voce animalesca di Mick Jagger, il tutto mescolato con percussioni, organo, tromba, piano e sassofono. È così che esce un mix perfetto per un rock intenso canzone dopo canzone.Si passa dall’ acoustic – folk di “Wild horses” al rhythm n’blues di “Can’t you hear me knocking” con una semplicità sconvolgente, quasi otto minuti di goduria per le orecchie.

Capisci la grandezza e la solidità del gruppo proseguendo pian piano con l’ascolto, ma c’era da aspettarselo,sono pur sempre i Rolling Stones. Molti hanno definito questo album il migliore della loro carriera, ed  infatti in “Sticky Fingers” è possibile trovare sia l’energia che la tenerezza di un rock unico.

P.S. Per i più fanatici nel 2015 è uscito “Sticky Fingers Super Deluxe Edition”, 33 brani, quasi tre ore di musica. A voi la scelta.

Pino

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