La fabbrica del vinile. Verdena-Wow

“Sono così importanti per noi le musiche che finisco per non dire niente di meglio, non spiegare niente, e cerco di dare solo delle immagini che possano arricchire le parti suonate senza invadere il suono” così Alberto Ferrari dichiara in una vecchia intervista.
È arrivato il momento di parlarvi di una mia “fissa” che dura ormai da diversi anni. Quando ascolto questo gruppo mi perdo, se sono in macchina da solo riesco a godere appieno della loro musica alzando il volume a “palla”, si riescono a sentire tutte le minuzie e i giochi che compiono in un perfetto incastro tra chitarra basso batteria voce e pianoforte.
Si, da solo, perché ascoltare i Verdena non è facile, o meglio non è facile riuscire a farli piacere agli altri nonostante tu sia un fan sfegatato e ne parli con gli occhi a cuoricino, non basta, perché i Verdena sono spigolosi, dai suoni tendenzialmente ruvidi, ammiccano al grunge dei Nirvana, si mischiano ad un cantato in italiano disinibito per stile anche se a volte ripetitivo quanto a espressioni e a soluzioni adottate, non parlano molto ma si fanno sentire, e come se si fanno sentire.
Ho deciso di inserire nella mia collezione di vinili “Wow”, quinto album dei Verdena che esce nel 2011 con un doppio LP, la formazione è semplice: Alberto Ferrari voce, chitarra e piano, Luca Ferrari batteria e Roberta Samarelli basso, un trio che riesce a tirare fuori dei suoni potentissimi, che si nasconde nei boschi bergamaschi per creare i propri album, in un pollaio riconvertito a sala prove nonché studio di registrazione. Proprio lì nasce “Wow”, 27 brani, pezzi brevi, schizzate veloci con chitarre mai davvero troppo ingombranti. Un disco che mette a nudo i Verdena, che rapisce senza mai annoiare, una scommessa, un po’ come tutti i loro album. La scelta del singolo “Razzi arpia inferno e fiamme” è una palese affermazione di indipendenza con un folk sbilenco ed un testo pazzoide.
Dopo qualche ascolto il trio scioglie ogni tipo di resistenza che si possa avere nei loro confronti, scavano una buca e ti spingono nel loro mondo, un mondo delle meraviglie. Si inizia con “Scegli me” un mix perfetto tra un pianoforte romantico, la voce soffice di Alberto e la batteria da pelle d’oca di Luca, scorrono veloci “Loniterp”, “Mi coltivo” e “Miglioramento” un dichiarato omaggio agli MGMT, un mix di melodie tra pop e psichedelia. Si arriva a “Lui gareggia” dove il drumming di Luca Ferrari emerge in modo prepotente anche se non è una novità, si chiude il primo LP con le due “Sorriso in spiaggia” perle in bilico tra il prog-rock e lo psichedelico. La curiosità è tanta e si passa al secondo LP dove spiccano “A cappello” pura follia vocale e “Rossella Roll Over” un’altra perla per cambi di tempo, suoni lisergici e ritmiche oblique che distruggono la concezione di pop. Ci sarebbe molto altro da aggiungere avendo tutte queste canzoni a disposizione, ad ogni ascolto ci si innamora di qualcosa di nuovo, ma sarebbe inutile, bisogna dare il giusto tempo a questo disco e a questo gruppo fuori dagli schemi, anti-star per eccezione per farvi trasportare nel loro incantato mondo e poter apprezzare a pieno il loro stile, la loro musica, perché ne vale veramente la pena.

Pino Puglisi

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