What is Democracy? – MondoVisioni

di Salvo Balisteri

Cos’è la democrazia?

Una domanda che tutti noi dovremmo porci più spesso. La risposta non è semplice né scontata. Noi che viviamo nella parte occidentale del mondo tendiamo a dare per certa questa forma di governo. Ma quanto si discostano le forme di democrazia reali da quella ideale? Il popolo esercita veramente la sua sovranità?

Domande del tutto attuali. Probabilmente l’avanzamento di forze sovraniste è una spia d’allarme, un segnale che ci evidenzia come i cittadini non percepiscano i governi come loro rappresentanti.

La regista, Astra Taylor, pone ai suoi interlocutori la domanda che da il titolo al suo documentario. Durante tutto il film, mentre ascoltiamo le risposte degli intervistati, non facciamo altro che chiedere la stessa cosa a noi stessi. “L’obiettivo è creare uno spazio di riflessione su quello che la democrazia è stata e potrebbe ancora diventare. Inseguendo il suo sfuggente soggetto, copre un vasto orizzonte temporale e geografico, esaminando le origini dell’auto-governo nella Grecia antica e del capitalismo nell’Italia del pre-rinascimento, esplorando insieme gli scenari attuali degli Stati Uniti e della Grecia, due paesi che si vantano di essere culle della democrazia.” afferma Astra.

Il quadro dipinto dalla pellicola non ritrae le democrazie in ottima forma. Sottolinea come le disparità economiche siano evidenti, in queste condizioni, parafrasando Platone, il popolo esausto si affiderà ad un prostates (il capo di un partito popolare) che con la promessa di un futuro migliore e più equo instaurerà la tirannide. Certo le democrazie moderne si sono armate di vari sistemi di pesi e contrappesi per evitare che il potere venga concentrato nelle mani di un solo individuo, ma è sconvolgente notare come la storia si ripeta, come la paura e l’indigenza aprano la strada a personaggi senza scrupoli pronti a soddisfare la loro sete di potere.

La scelta della regia è di dare voce, tra gli altri, ad una serie di individui o comunità che spesso non ne hanno. Le democrazie moderne escludono la maggior parte delle persone, le minoranze difficilmente vengono ascoltate. Nulla cambia mai a meno che un altro grande gruppo non si alzi per lamentarsi o, più probabilmente, una piccola élite non decida di “concedere” qualche diritto. La maggior parte di noi non fa nulla per influenzare il processo decisionale democratico e quando qualcuno lo fa, come i manifestanti anti-austerità greci, la loro élite di leader eletti non è capace di ottenere i risultati sperati. Abbiamo deciso di cedere il nostro potere ai capitali, ai mercati, sembra che il capitalismo abbia vinto e non si vede la luce alla fine del tunnel se non con l’abbattimento dello stato economico attuale.

Ho subito pensato ad una celebre frase di Piero Calamandrei: “Chi dice che la maggioranza ha sempre ragione, dice una frase di cattivo augurio, che solleva intorno lugubri risonanze; il regime parlamentare, a volerlo definire con una formula, non è quello dove la maggioranza ha sempre ragione, ma quello dove sempre hanno diritto di essere discusse le ragioni della minoranza.”.

Cos’è, dunque, la democrazia? O meglio: che tipo di democrazia vorrei?

Una democrazia dove tutti possono essere rappresentanti e ascoltati. Il percorso è ancora lungo e tortuoso e mentre si cerca di avanzare è necessario difendere e tutelare i diritti acquisiti. Esistono diverso focolari di speranza, l’orizzonte non è, forse, così nero come sembra. Lottiamo insieme per i diritti lgbt+, degli immigrati, dei detenuti, dei tossicodipendenti, dei poveri, degli ultimi.

Minoranze di tutto il mondo, unitevi.

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