Whispering Truth to Power – MondoVisioni

di Salvo Balistreri

Il sorriso di Mandela è stato simbolo di speranza per molti uomini e donne nel mondo. Ma, venticinque anni dopo la fine dell’apartheid, il Sudafrica è un paese dilaniato dalla disuguaglianza, dalla povertà, dalla siccità e dalla disoccupazione. Nel 2018 ha guadagnato il titolo di “Società più iniqua al mondo” (secondo World Bank), l’1% della popolazione detiene più del 70% della ricchezza del paese. Le cattive notizie non finiscono qui: dopo anni di crescita economica il paese è stato colpito da una grave crisi che ha portato la disoccupazione al 40%; vanta il record negativo di più persone sieropositive, ovvero il 10% della popolazione (5 milioni e mezzo di persone), del maggior numero di violenze sessuali e di omicidi.
La popolazione bianca, circa il 9%, possiede ancora moltissimi privilegi. In media un uomo bianco percepisce uno stipendio 5 volte superiore ad un uomo nero. La discriminazione razziale è assolutamente presente sul territorio nonostante dal 1994 tutti i cittadini sudafricani vantino la piena uguaglianza legale, indipendentemente dalla etnia di appartenenza.

In questa infausta cornice si inserisce il nostro film, che mette a fuoco un altro immenso problema che attraversa il paese: la corruzione dilagante. Negli ultimi anni si calcola siano stati spesi in maniera illecita 300 miliardi di denaro pubblico, che avrebbero potuto garantire un tetto sulla testa a tutti i senza fissa dimora del paese. La costituzione prevede la presenza del Public Protector, un’istituzione con il compito di tutelare la popolazione dagli abusi e dalla corruzione della pubblica amministrazione. “Whispering Truth to Power” documenta l’ultimo anno in carica, come Public Protector, di Thuli Madonsela e traccia il ritratto di una donna straordinaria. Dopo aver messo sotto accusa il presidente Jacob Zuma per uso illegale di fondi statali, Madonsela affronta ora la sfida più impegnativa della sua carriera: indagare – tra proteste, minacce e denunce – sui legami tra il presidente e una potente famiglia di imprenditori sospettati di comportamenti illeciti.

La regista Shameela Seedat ha dichiarato: “Poche donne in posizioni di potere in Sud Africa sono state in grado di sopportare la pressione e gli attacchi delle gerarchie […]. In questo scenario Madonsela è riuscita invece a dare una voce ai cittadini oltre l’occasione delle elezioni, dimostrando che hanno altri metodi oltre al voto per indirizzare l’operato dei governi. La sua storia contraddice gli stereotipi internazionali della donna africana impotente e anche quelli sull’Africa come continente dove i politici possono agire nell’impunità“.

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