Zenobia. Le domeniche e le stagioni

Un taglio netto sul dorso e la pelle sfilava via come un calzino. La testa era la parte più difficile, la pelle andava recisa con forza dal cranio. Le zampe erano solide ed elastiche come quelle di un neonato e papà le spezzava con un gesto così veloce che delle volte mi confondeva. Lasciava a me il compito di aprire il coniglio e di pulirne le interiora. Non c’era più incertezza nella mia mano e non vedevo l’ora di sentire il tintinnio dei pallini sulla pila, scommettendo tra me e me quanti colpi di fucile avesse sparato papà per fermare la fuga del coniglio. Lo si mangiava la domenica stessa e quello era l’unico pranzo in cui papà mi concedeva un dito di vino.

Quando i conigli sparirono dalle campagne, se ne andarono anche le domeniche e le stagioni. Il fucile venne sigillato in garage, i segugi venduti agli stolti speranzosi di stanare conigli nelle tane deserte. A casa, invece, arrivò Ciuffo. Papà lo comprò dicendo che così almeno non avrebbe dimenticato come era fatto un coniglio. Ciuffo però era grasso, aveva il pelo bianco e soffice, e un musetto così noioso che non aveva niente da spartire con i musi scaltri dei conigli cacciati da papà.

Mi mancavano le domeniche e le stagioni. Quella domenica i miei erano a messa. Aprii allora la gabbietta e portai Ciuffo in bagno. Non capì niente, del resto non era scaltro come i conigli delle campagne. Strappai la pelle con facilità ma ci misi un po’ a spezzare le zampe. Aprii l’addome sapendo già che non avrei sentito nessun tintinnio. Una volta finito, pulii tutto, preparai la tavola e presi dalla vetrinetta una bottiglia di vino.

Mia madre quasi svenne e mio padre mi diede un ceffone. Non compresi la reazione di mio padre, pensavo che anche lui sentisse la mancanza delle domeniche e delle stagioni. Papà disse che non andavano uccisi gli animali domestici, Ciuffo era di famiglia. Gridai allora che anche le domeniche e le stagioni erano parte della famiglia, che a lui non importava, importava solo agli stolti. Capii allora che i conigli veri, che erano più scaltri, avevano abbandonato le campagne perché tanto a nessuno importava più delle domeniche e delle stagioni

                                                                                                                                     Pierluigi Bizzini
Racconto già pubblicato sulla rivista “L’Insonne

L’ Insonne è un progetto di editoria creativa indipendente, nato a Trapani nel 2016. Un bimestrale di rottura che sposa diversi linguaggi artistici e che vuole essere un atto poetico di libertà: libero pensiero e libera arte.

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